CUCCIAGO - Difficile sostenere l’una o l’altra tesi, ovvero che la partita di domenica a Cremona (alle 20.45) sia importante per la salvezza (Cantù ha ora 4 punti di vantaggio su Torino, ultima in classifica) o per continuare a sognare i playoff, similmente distanti 4 punti, con l’ottava posizione occupata da Sassari. È difficile perché questa Acqua Vitasnella è ritenuta da molti un club addirittura da Eurolega, certamente non in tutti i suoi giocatori, con un quintetto fisicamente senza pari in Italia, ma l’amalgama di squadra sembra essere impossibile da trovare e, oltre al fattore tempo (anche se questi ragazzi al completo sono insieme da oltre un mese), non si trovano altre spiegazioni sul mancato rendimento.
Presto atto che quindi al PalaRadi contro la Vanoli potrà accadere qualsiasi cosa, coach Bazarevich alla vigilia non ha potuto che sottolineare questo aspetto. “Abbiamo avuto alti e bassi con la speranza che le cose potessero cambiare – ha spiegato l’allenatore canturino – e la gente forse è rimasta delusa, ma stiamo mettendo intensità negli allenamenti e speriamo di averla anche in partita”.
I canturini affronteranno una squadra dalla buona difesa, ha spiegato Bazarevich, che cerca di limitare i tiri degli avversari costringendoli ad aumentare le palle perse, inoltre coach Cesare Pancotto ha avuto l’attuale allenatore biancoblu ai suoi “ordini”, in veste di giocatore, nella stagione 2000/01, a Trieste, insieme ad altri due ex canturini, Casey Shaw e Dante Calabria: “Ho molto rispetto per Pancotto, è professionale – ha ricordato Bazarevich – e la stagione in cui mi allenò non è stata facile ma alla fine abbiamo ottenuto quello che volevamo”. La Tellit Trieste si piazzò infatti 13°, ottenendo la salvezza.
Tornando però al presente, la sfida contro Cremona è anche importante per la panchina di Bazarevich, che un minimo deve aver vacillato dopo la sconfitta subita al Pianella per mano di Venezia, eppure il coach dei brianzoli, nonostante stampa e tifosi ne parlino con assiduità, è sorridente e calmo, quasi tutto questo non lo sfiorasse: “Questo è il vantaggio di non conoscere l’italiano – ha detto scherzando – so che c’è tanto interesse in Italia, in Russia forse è peggio, le persone vogliono esprimere le loro opinioni e fa parte del lavoro, mi sono già trovato in situazioni simili”.
Nessuna preoccupazione quindi, e alla domanda se avesse parlato con Gerasimenko (evidentemente arrabbiato, anche se suonerebbe meglio un altro termine) dopo il match di settimana scorsa, la risposta è stata secca: “Sì, ci siamo parlati”. Di cosa, rimarrà giustamente una questione tra loro due.
La Vitasnella che scenderà in campo domenica contro la Vanoli, potrebbe però dare una risposta definitiva: lottare ancora per il sogno playoff, o guardarsi le spalle e mettere al sicuro la salvezza.
Davide Porro







