COMO - Erano in tanti allo stadio Sinigaglia, tifosi, appassionati, semplici cittadini, personaggi del mondo del calcio di ieri e di oggi per il tributo a Stefano Borgonovo, il giocatore cresciuto nel Como e scomparso nel 2013 per la Sla, che il 17 marzo avrebbe compiuto 52 anni.
E proprio nel tardo pomeriggio del giorno del suo compleanno la piazza davanti all'impianto è stata dedicata allo sfortunato ex giocatore: ora si chiama "Largo Stefano Borgonovo".

Il presidente del Como Pietro Porro consegna una maglia azzurra che ricorda lo sfortunato centravanti azzurro

Mino Favini ricorda commosso Stefano Borgonovo, Con lui la moglie Chantal, il sindaco Mario Lucini e l'assessore Marcello Iantorno
Una cerimonia semplice ma sentita, con le parole del sindaco di Como Mario Lucini, della moglie di Stefano, Chantal, del suo scopritore Mino Favini e dei fan azzurri del gruppo "Pesi Massimi". Tutti hanno tracciato un ricordo di Borgonovo, soffermandosi in particolare sulla battaglia che ha sostenuto contro la Sla e il coraggio mostrato in questa drammatica parte della sua vita.
Una occasione in cui tanti volti noti, del calcio di ieri e di oggi, si sono ritrovati per ricordare quello che per loro è stato un amico, un compagno di squadra o un avversario. Tosto, come sapeva essere Borgonovo in campo, e come ha ricordato Favini, sottolineando le sue qualità tecniche: "Era un finalizzatore, ma dava una mano ai compagni ed era importante anche in fase di costruzione" ha detto.
I nomi importanti erano tanti e per le persone presenti l'occasione è stata propizia per avere qualche autografo o foto. Scatenati, in particolare, i ragazzi della scuola calcio fondata da Stefano Borgonovo a Giussano, arrivati con due pullman.
Al Sinigaglia c'erano i tre campioni del mondo comaschi, Gianluca Zambrotta, Pietro Vierchowod e Claudio Gentile. Il Milan ha mandato il grande Franco Baresi, la Fiorentina il team manager Vincenzo Guerini. Folta la pattuglia degli ex del Como, tra gli altri Enrico Annoni, Enrico Todesco, Enio Fiaschi, Roberto Melgrati, Silvano Fontolan, Massimo Albiero, Simone Braglia.
Non mancavano anche protagonisti del Como degli anni più recenti, capitanati dal presidente Pietro Porro, che ha donato a Chantal Borgonovo una maglia personalizzata con il numero 9, quello che Stefano indossava quando giocava con la formazione lariana. E poi alcuni giocatori della formazione che attualmente milita in B (tra loro il bomber Simone Andrea Ganz, Antonio Giosa e Marco Cassetti), l'ex allenatore Giovanni Colella, l'ex giocatore Andrea Ardito.
Non hanno voluto mancare anche gli unici due direttori di gara lariani che in anni recenti hanno arbitrato ad alti livelli, Luca Marelli ed Emilio Ostinelli. In prima linea anche il prefetto di Como, Bruno Corda, grande appassionato di sport, in particolare di calcio e di basket (come noto è un grande tifoso della Pallacanestro Cantù e fan di Pierluigi Marzorati).
“Non è semplice, per me, parlare di Stefano – spiega Enrico Annoni, compagno ed amico del calciatore – la nostra non era semplice amicizia calcistica, ma un’amicizia che si portava al di fuori del campo. Sicuramente oggi sarebbe stato felicissimo. Quello che si può dire di lui è che il sorriso non gli è mai mancato: lo conoscevo da quando avevo 17 anni ed è sempre stato così, sempre con una punta di ironia e simpatia. Persino nella malattia riusciva a strapparti un sorriso. Un uomo davvero forte”.
Tutti uniti nel nome di Stefano Borgonovo. "Sarà bello darsi appuntamento in un posto a lui dedicato, qui davanti allo stadio - ha sottolineato il sindaco Mario Lucini - Lui era molto legato alla nostra città e Como lo ha amato: un legame che in questa giornata si è rinsaldato ulteriormente".
Dal canto suo Chantal Borgonovo ha avuto parole di ringraziamento: "Il compleanno di Stefano è per me un giorno malinconico, ma questa partecipazione, il ricordo, l'affetto mostrato dalla gente mi hanno aiutato a vivere questa giornata con serenità".
Barbara Mattioli











