CANTÙ - Rivali da sempre, protagoniste in Italia e in Europa, di nuovo faccia a faccia. L'appuntamento è fissato per domenica sera, quando alle 20.45 al Forum di Assago andrà in scena la sfida numero 157 fra Armani e Acqua Vitasnella. O meglio, Olimpia Milano e Pallacanestro Cantù. Non un derby, ma "il" derby. Quello per cui il patron Dmitry Gerasimenko ha anche fatto una eccezione qualche settimana fa.
In un suo commento disse infatti: "Pensiamo ad una gara alla volta anche se... non mi dispiacerebbe brindare alla fine della partita contro Milano". E Cantù arriva al match di domenica con il morale alto e con qualche concreta speranza di riuscire ad agganciare i playoff.
Un derby che presenta mille sfaccettature, storie di ieri e di oggi, che vanno al di là della stretta attualità. Ma uno dei discorsi più appassionanti è quello degli ex. Perché vicende di mercato che hanno caratterizzato la vecchia rivalità hanno contribuito ad aumentare, a loro modo, il fascino di questa sfida.
Partiamo dall'attualità. In campo con Milano ci sarà Andrea Cinciarini, a Cantù nella stagione 2011-2012 con prestazioni a dire il vero non indimenticabili. Sempre nella formazione biancorossa sono operativi Ezio Giani (staff sanitario, per anni medico ufficiale dei brianzoli) e Alberto Rossini, team manager della squadra, e in passato play di Cantù e della Nazionale. Prima riserva di Pierluigi Marzorati, poi protagonista con i galloni da titolare. In casa dell'Acqua Vitasnella arriva da Milano il team manager Paolo Avantaggiato. E questo riguarda il presente.
Tra gli scambi clamorosi del passato, impossibile non ricordare la "storica" cessione del bomber Antonello Riva, direttamente da Cantù a Milano, nel 1990. Ci furono clamorose polemiche: Cantù andava a perdere un suo riferimento, rafforzando la maggiore rivale. In cambio, in Brianza, doveva arrivare Roberto Premier, ma l'affare saltò per l'opposizione dei tifosi brianzoli, assolutamente indisponibili ad accogliere uno dei nemici numero uno di sempre. L'accordo si concluse con il prestito di Davide Pessina e con Cantù che comunque riuscì a parere bene il colpo. Come guardia arrivò infatti un certo Pace Mannion, che alla fine rimane ancora oggi uno degli stranieri più amati nella storia del club. E nel 1991, l'allora Shampoo Clear teoricamente indebolita - ma solo teoricamente - guidata da Fabrizio Frates vinse la Coppa Korac in una doppia finale indimenticabile con il Real Madrid. E l'Olimpia? Perse la finale scudetto con Caserta.
Per chi visse quell'epoca, l'affare Antonello Riva fu davvero clamoroso. Un po' come vedere Francesco Totti con la maglia della Lazio, Paolo Maldini con quella dell'Inter o Alessandro Del Piero con quella del Torino, a voler fare un paragone calcistico. Lo stesso Riva sarebbe poi tornato a Cantù negli ultimi anni della sua carriera (1998-2002) e con la casacca della società in cui è cresciuto ha conquistato il record di punti segnati nel campionato di serie A.
Più recente un passaggio non gradito da Cantù a Milano, quello di Joe Ragland (attualmente ad Avellino), una mossa di mercato che l'ex presidente Anna Cremascoli ha faticato a digerire e che non ha mai apprezzato per i modi.
Oltre a quelli citati si possono citare altri doppi ex come Fausto Bargna, Dante Calabria, Stefano Mancinelli, Pietro Montecchi, Thurl Bailey, Marco Sambugaro. E poi, tra gli allenatori, Fabrizio Frates, Valerio Bianchini e Andrea Trinchieri, che prima di arrivare a Cantù aveva lavorato nel vivaio dell'Olimpia. Lo stesso Fabio Corbani, che ha iniziato quest'anno la stagione alla Vitasnella, è stato vicecoach a Milano. Stesso ruolo ricoperto dal 1969 al 1973 da Bruno Arrigoni, in tempi recenti nello staff tecnico e direttore sportivo dei brianzoli.
Merita poi una citazione particolare Raffaele Morbelli, insignito dell'Italia Basket hall of fame, già general manager di Cantù e presidente dell'Olimpia Milano.












