FENEGRÒ - Arrestati i responsabili della rapina in villa a Fenegrò. Lunedì 14 marzo i Carabinieri della Compagnia di Cantù hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare, di cui una in carcere e una agli arresti domiciliari, nei confronti di altrettanti soggetti indagati per i reati di rapina, sequestro di persona e lesioni personali.
L'indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Como, è iniziata il 19 gennaio 2016, quando i militari del Norm di Cantù sono intervenuti a Fenegrò, nella villa di un pensionato sessantasettenne che era stato bloccato con delle fasce e picchiato selvaggiamente da due rapinatori che volevano farsi consegnare quanto di prezioso potesse essere portato via dall'abitazione. I rapinatori, dopo più di mezz'ora, erano riusciti ad asportare qualche centinaia di euro in contanti, una pistola scacciacani, set di posate in argento nonché la BMW X5 di proprietà della vittima con la quale fuggivano dal luogo del delitto.
Le immediate indagini hanno consentito ai militari di individuare e di recuperare, già a distanza di pochi giorni, il veicolo rubato nel corso della rapina, mentre questo era in movimento per i Comuni della "Bassa Comasca". A bordo vi era un 47enne italiano, F.C., noto pregiudicato e tossicodipendente cadoraghese, il quale, in quell'occasione, era stato denunciato per il reato di ricettazione. I successivi sviluppi investigativi, anche di natura tecnica, hanno confermato i sospetti degli investigatori: il ricettatore era anche, effettivamente, il rapinatore della villa di Fenegrò. Si era infatti servito della complicità di un altro italiano, A.C., muratore guanzatese di 27 anni, gravato da un precedente di polizia, conoscitore delle abitudini del ricco pensionato in quanto affittuario di un suo appartamento. La mattina del 19 gennaio scorso infatti, i due si sono introdotti all'interno della tenuta, attendendo il momento migliore per colpire; sono riusciti poi ad avvicinarsi e a soggiogarlo, compiendo l'efferata rapina.
Le perquisizioni nelle abitazioni degli arrestati hanno consentito di rinvenire, ben nascosto nella casa di Cadorago, due pistole scacciacani (di cui una risultata provento proprio della rapina di Fenegrò), nonché di chiavi alterate utili allo scasso di serrature di automobili e di abitazioni. Per questo motivo l'uomo è stato, quindi, denunciato anche per quest'ultimo aspetto della vicenda giudiziaria.
Nel corso delle esecuzioni, inoltre, è stato dato seguito a una perquisizione locale in un noto bar del centro di Cadorago, abituale punto d'incontro dei due malviventi. Nel corso dell'ispezione, sono emerse alcuni gravi illeciti amministrativi per i quali sono state comminate sanzioni pecuniarie per oltre 10.000 euro.
Il 47enne è stato portato al Bassone di Como. Per il suo complice, invece, sono scattati gli arresti domiciliari.






