DISPERSO – 63enne di Cantù si perde sui monti lecchesi, salvato dopo ore

venerdì, 11 marzo 2016

SOCCORSI TREMENICO CROCE ROSSALECCO - Tutto è iniziato quando due amici sessantenni di Cantù decidono l'escursione con le ciaspole sulla neve lecchese di una delle più belle zone della Valsassina e Valvarrone: il monte Muggio. Il percorso è di per sé semplice ma se ci si mettono stanchezza e poca conoscenza dei luoghi le cose possono complicarsi improvvisamente e palesando la tragedia (in questo caso per fortuna solo sfiorata).

Quando uno dei due escursionisti inizia a rallentare, l'altro che possiede ancora un buon passo decidere di precedere il compagno sul sentiero verso l'auto parcheggiata, lasciando indietro il compagno. Il primo però sparisce non arrivando mai all'appuntamento alla macchina. Scatta, quindi, la telefonata di aiuto e la preoccupazione dei parenti. Sono quasi le sei e mezza, mentre il buio avanza. Il cellulare del disperso, scarico, non può aiutare a localizzarlo.

Immediatamente un rifugista del luogo parte sugli sci, raggiunge il luogo in cui i due si sono separati, alla chiesetta di sant'Ulderico, ma le impronte delle ciaspole si rivelano poco utili per trovare l'uomo sulle cui tracce si sono messi anche i volontari del Soccorso alpino, le guardie forestali e i vigili del fuoco di Lecco. Contemporaneamente della vicenda se ne occupa anche un quotidiano locale on line, Valsassinanews.
Potenza di internet, la notizia viene letta dall'altra parte della montagna da un giovane che nel pomeriggio aveva visto con il cannocchiale un uomo aggirasi sul versante della montagna vicino a una cava dismessa.

Ciò fa spostare nettamente il fulcro delle ricerche a Tremenico, un paese della Valvarrone. I soccorsi provano una corsa contro il tempo perché l' uomo potrebbe essere immobilizzato e ferito con poche speranze di sopravvivenza al gelo notturno di una zona montana disposta a nord. Serpeggia pure il timore che  l'escursionista, avendo perso il sentiero, sia finito dentro al torrente Varrone,

Passano le ore e alla fine l'uomo viene trovato. Se tutto fosse andato per il verso giusto, il canturino avrebbe dovuto raggiungere un paese sul lato sud dello spartiacque per incontrare l'amico e ripartire in auto verso casa, invece si è incamminato sul versante opposto scendendo in luoghi scoscesi fino a raggiungere il torrente Varrone in fondovalle. Lì ha provato a risalirlo in direzione di Premana (il paese delle forbici), poi essendo ormai buio ha preferito ricoverarsi in una casa abbandonata.

Infine udite le voci e i richiami dei soccorritori è uscito dal proprio rifugio per andare incontro alla salvezza. E' stato quindi caricato su una barella del Soccorso alpino fino al punto dove l'attendeva una ambulanza della Croce Rossa e il figlio sopraggiunto da Cantù.

La cronaca della diretta del salvataggio

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