CANTÙ - "Le risposte di sindaco e dipendente comunale del Comune di Cantù, a seguito di nostra segnalazione alla Procura della Repubblica di Como circa un comportamento irrituale nella gestione di permessi e licenze assegnate a seguito del mandato elettorale del secondo, confermano le ragioni della nostra iniziativa". Lo spiega Filippo Di Gregorio, segretario cittadino Pd, il giorno dopo la denuncia a mezzo stampa di un dipendente, risultato essere Franco Liva, che si sarebbe assentato una decina di volte dal 2011, usufruendo di permessi per aver partecipato al consiglio comunale di Pigra.
"Il dipendente comunale infatti dichiara di essersi sempre assentato dal lavoro solo nel giorno in cui partecipava regolarmente al consiglio, e di averlo fatto dietro autorizzazione dell’ufficio personale - prosegue l'esponente dem -. Il sindaco Claudio Bizzozero non si discosta da questa dichiarazione. Il dipendente si sarebbe assentato non il giorno dopo ma il giorno medesimo dello svolgimento del consiglio. È vero, si tratta del giorno stesso e non del giorno seguente, ma la sostanza non cambia".
È necessario fare chiarezza. "Esiste una normativa che fino al 14 settembre 2011 consentiva tali licenze. Da quella data, il Governo Monti le vieta, al fine di tagliare sprechi e inefficienze. Fino al settembre 2011, il Testo unico degli enti locali concedeva quanto segue: i consiglieri comunali hanno diritto di assentarsi dal servizio per l'intera giornata in cui sono convocati i rispettivi consigli”.
"A seguito della legge Monti - prosegue Di Gregorio -, tale permesso veniva ridefinito, e il tempo di vacanza a seguito del consiglio comunale veniva così ridotto drasticamente: i consiglieri comunali “hanno diritto di assentarsi dal servizio per il tempo strettamente necessario per la partecipazione a ciascuna seduta dei rispettivi consigli e per il raggiungimento del luogo di suo svolgimento”.
Il Partito democratico conclude quindi con una battuta: "Per quanto dichiarato dal sindaco e dal dipendente in questione sembrerebbe che nel Comune di Cantù per cinque anni non se ne siano accorti e si sia continuato ad applicare una normativa superata".






