LA RICOSTRUZIONE – Sempre più complicata la strada per il ddl Cirinnà

lunedì, 22 febbraio 2016

boschi cirinnàLa strada delle unioni civili è sempre più in salita. Nonostante sul Parlamento italiano penda una sentenza della Corte di Strasburgo dello scorso luglio ed il disegno di legge Cirinnà sia davvero il minimo sindacale, neppure questa sembra essere la volta buona per allineare l’Italia al resto d’Europa in tema di diritti civili.

I FATTI – Dopo quasi due anni di discussioni in Commissione, lo scorso martedì 16 febbraio doveva essere il “giorno X” per le unioni civili, come si era espressa in un post su Facebook la senatrice Monica Cirinnà: all’ordine del giorno del Senato era infatti calendarizzato il cosiddetto “supercanguro“, il maxi-emendamento (tecnicamente parlando, un “emendamento premissivo di principio”) presentato dal senatore del Partito Democratico Andrea Marcucci per evitare la discussione parlamentare su tutti quegli emendamenti in contraddizione con l’impianto normativo del ddl Cirinnà o presentati per pura finalità ostruzionistica (ne abbiamo parlato in questo articolo). La Lega Nord, in particolare, aveva presentato oltre 5000 emendamenti, la maggior parte dei quali tesa a modificare la semplice formulazione linguistica dei commi della legge o a rimarcare ulteriormente le differenze tra famiglia e unione civile.

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