POMPIERI – Il comandante provinciale: “Siamo sotto organico”

mercoledì, 10 febbraio 2016

Foto Col. AbateCOMO - Dopo poco più di un anno dal momento critico vissuto dai Vigili del Fuoco delle caserme di Como e di Cantù, torna a parlare il Comandante provinciale Mario Abate, per rendere nota la situazione attuale.

“Grazie al prefetto e al sindaco, che ha acquisito l’immobile, il problema che incombeva sulla caserma di Cantù, pare bypassato. Si stanno ancora perfezionando alcuni dettagli, anche se oramai siamo a circa il 99% dal completamento del progetto e, in questo modo, diventando lo stabile di appartenenza del Comune, non si potrà più parlare di sfratto”.

Si ricorda che la caserma di Cantù, un anno fa, rischiava di essere spostata interamente a Como. Ora il pericolo pare scongiurato e, certamente, questo è un passo importante, anche perché Cantù copre circa un quarto degli interventi dei vigili del Fuoco nella Provincia di Como.

Purtroppo la carenza di fondi si fa ancora sentire quando si parla dei mezzi, ma anche del vestiario, messi a disposizione dei pompieri.

“Certamente questo rimane un problema a livello nazionale – commenta Abate – non siamo certo l’unica Provincia che ha dei problemi per quanto riguarda i mezzi obsoleti, anche perché siamo in un periodo di crisi. Inoltre, come ogni automobile, anche le nostre vetture hanno un tempo di vita limitato e spesso bisogna andare dal meccanico per qualche riparazione”.

“Vorrei, però, aggiungere – prosegue – che nel 2015, grazie anche a qualche fondo in più, anche se non si parla di cifre straordinarie, si è riusciti a portare avanti un progetto di riqualificazione e ristrutturazione per quanto riguarda il parco mezzi ed, inoltre, disponiamo di due persone specializzate in questo settore, che danno un forte aiuto nel momento in cui vi può essere qualche guasto da sistemare. Posso dirmi, perciò, soddisfatto, pur sapendo che di problemi da risolvere, ce ne sono ancora”.

Parlando di mancanza di personale qualificato, il problema pare sussistere. “Per quanto riguarda la qualifica di vigile semplice, non riscontriamo problemi di organico. Andando, però, a vedere qualifiche come capi-squadra, servirebbero almeno altri 35 addetti. Per sopperire a questo problema, si ricorre spesso a servizi extra da parte del personale”. La carenza di personale si fa sentire a diversi livelli, pare infatti che su 11 funzionari richiesti, se ne abbiano a disposizione solamente tre.

Se da una parte manca il personale qualificato, dall’altra ci sono molti volontari che decidono di partecipare ai corsi tenuti dai Vigili del Fuoco. “Certamente c’è un bel volontariato, in modo particolare a Cantù è molto sentito e sono in molti a partecipare. In ogni caso tengo a sottolineare che noi siamo sempre ben disposti ad accogliere nuovi volontari e ci fa solo piacere avere nuove reclute.”

Infine il comandante provinciale spiega di un progetto nato tra loro e il 118. “Durante la preparazione, a un vigile del fuoco, vengono insegnati i fondamenti del primo soccorso. Il problema è che, al momento, sui nostri mezzi non abbiamo il materiale che potrebbe essere utile se ci trovassimo in una situazione di emergenza: per esempio non disponiamo dei defibrillatori. Purtroppo, causa anche la crisi, non abbiamo i fondi per comprarli, ma stiamo facendo in modo di procurarceli. Abbiamo, così, avviato un progetto che richiede la collaborazione con il 118 e spero che, presto, sia possibile essere attivi anche da quel punto di vista”.

Barbara Mattioli

 

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