CANTÙ – La Lega nord porta in consiglio comunale la teoria dei gender e l'uso dei burqua con due mozioni.
La prima presa in esame riguardava la richiesta di emissione di un’ordinanza che vieti l’ingresso in ospedali e uffici con il “volto coperto”. A presentare la mozione è stato il consigliere Alessandro Brianza, che ha chiesto l’estensione del divieto, oltre che agli ospedali, anche a tutti gli uffici comunali per problemi di sicurezza legati alla difficoltà nell’identificazione dei soggetti. Per “volto coperto” si intende il casco ma anche i veli legati alla cultura islamica, in particolare ci si riferisce a burqa e niqab.
Il capogruppo consigliare di Lavori in corso Emilio Arnaboldi si è opposto alla mozione leghista perché “esistono già leggi che vietano l’uso di mascheramenti di vario tipo nei luoghi pubblici”. Gionata Girgi di Cantù Rugiada ha seguito la protesta e invitato Brianza a “impegnarsi nello studio del bilancio, invece di perdere tempo con imposizioni già previste dalla legge”.
Anche il sindaco Claudio Bizzozero è intervenuto: “l’uso del burqa è un segno di arretratezza, una pratica medievale”.
La seconda mozione aveva come argomento la discussa teoria gender. Il consigliere Brianza spiega: “I genitori sono tenuti a controllare l’educazione dei figli e le scuole devono rispettare le scelte dei genitori. Questa teoria tende a normalizzare qualsiasi tendenza sessuale. Il sesso, secondo la teoria gender, non è determinato dalla genetica ma da fattori culturali”. La mozione chiede di ritirare o non introdurre la teoria gender nelle scuole, di qualsiasi grado, della nostra città al più presto, dato che in alcuni testi già si legge “genitore 1” e “genitore 2” al posto di “mamma” e “papà”.
C.A.






