CANTÙ - I vari movimenti politici canturini stanno uscendo con i nomi forti per la corsa alle elezioni comunali 2017. E' ancora molto presto, ma i partiti stanno già lavorando per scegliere un candidato ideale che possa correre per il posto di sindaco in Piazza Parini. C'è anche chi, come il Partito democratico, sta invece preparando le primarie. "Abbiamo un gruppo di lavoro costituito da cinque persone - afferma il segretario cittadino Filippo Di Gregorio -. Stanno ultimando la stesura del regolamento che è indispensabile per poter svolgere le primarie in regolarità. Si tratta di un lavoro lungo, faticoso, che non piace a tutti nel movimento. Ma lo abbiamo voluto fortemente perché è trasparente ed eviteremo i giochetti".
Le primarie saranno aperte a tutti. "Oltre al Pd finora ha aderito il Partito socialista di Cantù, l'associazione Convivendo e Lista Cantù sostenibile - indica Di Gregorio -. Ma c'è ancora tempo se altri movimenti vogliono partecipare. Non c’è Sinistra italiana perché il circolo a Cantù non è presente, ma dovremmo rappresentare anche i loro elettori questa volta. Le primarie si terranno verso ottobre, ma se si votasse domani saremmo pronti per governare la città".
Manca ancora un anno e mezzo alle elezioni, ma a Cantù il futuro di Piazza Parini è già uno degli argomenti più discussi. "Se ne parla perché il problema l'ha posto il sindaco Claudio Bizzozero, facendo emergere che non sono ben allineati nella coalizione Lavori in corso. Altrimenti non sarebbe necessario che lui dica di essere il candidato". In ogni caso al segretario dem non fanno paura gli eventuali candidati degli altri movimenti (Bizzozero per Lic e Aurora Lussana per la Lega nord, anche se il marito Nicola Molteni ha già smentito): "Secondo me il centrodestra può fare ciò che vuole. In questo momento Lega e Forza Italia sono in chiara difficoltà, chiunque sceglieranno non è un problema per noi, lo dico davvero. Abbiamo un vantaggio: noi sceglieremo a Cantù, loro in base ad accordi a Milano o a Varese. Sfido tutte le altre liste a organizzare le primarie. Che ci provino e si affidino ai loro elettori".
E anche se il nome forte del Pd in questo momento - forse proprio perché è il segretario - Di Gregorio non si definisce tale. "Ho voluto le primarie più di tutti - sottolinea -. Chiunque vincerà sarà il candidato ideale. E se dovessi vincere non mi tirerò indietro". Ma bisognerà attendere l'autunno inoltrato. E prima ne passerà di acqua sotto i ponti.
F.L.






