CANTÙ - Ospite d’eccezione ieri sera durante Time Out, programma in onda su Radio Cantù dedicato al basket, è stato il presidente della Briantea84 Alfredo Marson, protagonista di una interessantissima chiacchierata sul mondo della pallacanestro in carrozzina.
La UnipolSai è fresca di vittoria in Coppa Italia, conquistata a Varese domenica scorsa, contro gli eterni rivali del Santa Lucia Roma, giocando di squadra come non mai. “Quest’anno siamo un gruppo che l’anno scorso ci è mancato – spiega Marson – io non ho favoriti perché preferisco la squadra, la forza di un lupo è il branco, poi è chiaro che non posso non voler bene a Filippo Carossino che ha fatto il suo primo camp con noi, a Minoprio, ma ci sono Sagar, Santorelli, Bell che fa giocate incredibili, Choudry che ha messo una tripla in gancio da metà campo in Coppa Italia. Un anno avevo la squadra più forte in assoluto e non ho vinto niente, perché vince sempre il gruppo, e meno male che è così”.
Un presidente vulcanico (che nell’ambiente è chiamato “presidentissimo”) che si fa sentire durante ogni partita, che ha un rapporto eccezionale con i suoi giocatori; basti pensare alla Coppa Italia, quando si sentiva solo la sua voce gridare “Jordi, dai!”, riferito a Ruiz, che per tutta risposta gli ha fatto un cenno con le mani, traducibile con un “stai calmo”, come a voler dire “la portiamo a casa”.
Ma com’è la Briantea84? “I numeri che facciamo noi – dice il presidentissimo – non li fa nessun altro, che io sappia; abbiamo un gran pubblico di famiglie, giovani e bambini, capita che i giocatori mi chiedano di venire a giocare alla Briantea per l’ambiente che abbiamo, sempre attento al basket, con il tutto esaurito ogni partita”.
Alfredo Marson è alla guida di Briantea da oltre 30 anni, crede in tutto quello che gira dentro e fuori di essa, e la sua filosofia è semplice: “Dobbiamo fare le cose con il piacere di farle – spiega Marson – se uno non crede nelle proprie idee, o le idee non valgono niente o non vale l’uomo. Ma non ci sono solo io, ho intorno un gruppo composto di persone a volte più brave di me, ho bisogno di tutti e non voglio fare nessun nome altrimenti dimentico qualcuno”.
In realtà, un po’ di nomi Marson li ha poi citati, spinto da una voglia sempre irrefrenabile di allargare la sua passione a chiunque gli sia accanto, consapevole di “rompere troppo le scatole” e di “doversi dare una calmata” ma, se dovesse accadere, non sarebbe più il vulcanico dirigente, che ha mille progetti per la testa.
“Sessanta giorni lavorativi l’anno – specifica il presidente – siamo nelle scuole con i nostri ragazzi, poi abbiamo un bellissimo settore giovanile, il sabato cerco sempre di andare ai loro allenamenti e domenica 24 gennaio inizierà il campionato, con la prima partita in casa”.
Il numero uno della Briantea84 è anche legato alla Pallacanestro Cantù, di cui è socio, ed ha molta fiducia verso il neo-presidente Dmitry Gerasimenko: “Essere una frazioncina di Dmitry mi farebbe comodo per la Briantea – dice scherzando – però chissà, sono convinto sia uno che voglia fare bene, è semplice e schietto, e secondo me alcune società in Italia si mangiano le mani a vedere che è qui da noi, a Cantù”.
La città del mobile e del basket, con una storia fantastica conosciuta in tutta Europa, con un Pianella vecchio ma semplicemente unico, riempito in ogni angolo di posto lo scorso anno, per la finale contro Roma: “Io volevo giocare a Seveso – rivela il presidentissimo – ma Silvia Galimberti, capo ufficio stampa, voleva rischiare andando al Pianella. L’abbiamo riempito, 3.900 persone, non so come sia successo ed è stato pazzesco, con la palla a due alzata da Metta World Peace. L’unica sfiga è stata che abbiamo perso”.
Già, perché Alfredo Marson vorrebbe vincere ogni partita, e la rivincita l’ha lanciata in chiusura: “Ribaltiamo la differenza punti in campionato contro Roma, arriviamo in finale e giochiamo la prima al Pianella”.
Non resta che tifare biancoblu e andare a Seveso, dove Marson aspetta tutti a braccia aperte.
Davide Porro






