CANTÙ – Biblioteca e De Amicis: tante idee, ma chi paga?

giovedì, 21 gennaio 2016

consiglio comunale cantùCANTÙ - Il consiglio comunale si è aperto con la votazione di tre cittadinanze benemerite e un encomio solenne. A seguire, un minuto di silenzio per cittadino benemerito Ambrogio Baragiola, da poco venuto a mancare.

Nel corso della serata, due sono stati gli argomenti di rilievo: il primo riguardante l’ex tribunale, il secondo l’area dell’ex De Amicis.

Il Comune ha proposto lo spostamento della biblioteca, attualmente nella centrale piazza Marconi, verso la periferia, più precisamente nell’ex tribunale. Il 20 febbraio è prevista una consultazione presso l’edificio in esame per scegliere fra tre progetti. Possono votare i residenti canturini e chi lavora o studia nella città con età minima 16 anni. La questione ha sollevato polemiche da parte della minoranza. “Noi riteniamo che all’interno dell’ex tribunale non debba prendere posto la biblioteca perché una già esiste. Questo non vuol dire che la Lega Nord sia contro la biblioteca o contro la cultura, ma che in momenti di ristrettezze economiche la politica deve prendere scelte precise e decisive per la città, e decisivo nei prossimi anni potrebbe essere la perdita di un sito fondamentale quale l’agenzia delle entrate di Cantù, che sappiamo dovrebbe chiudere a breve”, dice il consigliere Alessandro Brianza che propone di riutilizzare la struttura anche per mantenere il servizio INPS. Anche Frigerio (capogruppo consiliare Autonomia Canturina) interviene: “I bisogni di Cantù sono ben altri: partendo dalla caserma dei carabinieri, dall’agenzia della entrate e dall’INPS che tra poco non saranno più un riferimento per i cittadini. Per cui la politica deve fare questo invece di fare la consultazione che fa finta di dimostrare che siamo democratici”. Seguono la protesta Wolfango Masocco e Spinelli che si schierano contro la proposta comunale.

Successivamente si è presa esame l’area dell’ex De Amicis, attualmente proprietà privata in mano alla fondazione ambrosiana per la cultura e l’educazione cattolica (Facec). Il sindaco sottolinea l’importanza storica della zona e apre il discorso dicendo che l’idea di base sarebbe l’ampliamento del centro cittadino, attualmente concentrato nella zona di piazza Garibaldi. L’area ha una dimensione di 28.000 m2 e con uno studio urbanistico adeguato si può pensare di collegare via Andina con via Matteotti. Per ora si valuta la quantità e la modalità di disposizione di edifici senza sapere quale sarà la loro funzione o dimensione reale. La zona è idealmente separata in due aree A e B, una più ricca di strutture l’altra più erbosa. Alcuni degli edifici potrebbero avere un’importanza storica e si pensa di recuperarli, altri invece verranno abbattuti. Tra le proposte anche quella di un autosilo che ha scatenato la reazione del presidente del circolo cittadino di lega ambiente, Graziella Erba. Facendo appello alla “coscienza ambientale” dei cittadini, presenta il problema dell’aumento dell’inquinamento in una zona già trafficata.

Tra i vari interventi anche quello di Ambrogio Molteni, presidente della Libertas Brianza, che esordisce così: “Una cosa è fondamentale: che l’area è privata. È di proprietà della Facec quindi bisognerebbe capire il privato cosa vuol fare perché uno a casa sua fa quello che gli pare, non può andare il comune a imporre di fare cose che non vuoi”. Molteni prosegue dicendo: “Abbiamo a Cantù non so quanti appartamenti in vendita vuoti. Fare nuove costruzioni sperando che arrivi un cavaliere bianco che investa 30 o 40 milioni di euro qua, per quanto mi riguarda, è pura follia”

Una differente proposta arriva dal presidente di Mondovisione Zorzetto che vorrebbe utilizzare l’area per un centro polifunzionale con una scuola di musica e altri servizi culturali.

Le idee ci sono e sembrano anche numerose e varie; resta da chiarire dove trovare i finanziamenti per metterle in pratica.

Clarissa Albini

 

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