CONTRATTO ALIMENTARI – Trattative interrotte: interessati 2.500 comaschi

mercoledì, 13 gennaio 2016

industria alimentareCOMO - Si è interrotta la trattativa nazionale per il rinnovo del contratto nazionale dell’ industria alimentare, scaduto il 30 novembre e che interessa circa 400.000 lavoratori. Previste assemblee e scioperi.

Nel Comasco, gli addetti sono circa 2.500. Ci sono aziende importanti per l’intera filiera nazionale, per esempio la Bolton di Cermenate (600 addetti), la Spumador (260 addetti), Parmalat ex Carnini (magazzino logistico, 70 addetti), Icam (200 addetti), Fumagalli salumi (90 addetti), Fattoria Scaldasole (30 addetti), Ambrosoli (100 addetti) e Nuova Marelli (50 addetti). Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil giudicano insoddisfacenti le risposte fornite dalla controparte sul tema del salario e su alcune richieste contenute in piattaforma relative a istituti fondamentali del contratto.

I sindacati giudicano, in particolare, inaccettabile la pretesa di Federalimentare di voler concludere un accordo basato esclusivamente sulla penalizzazione complessiva delle retribuzioni a partire dal blocco degli scatti di anzianità e dall'eliminazione dei premi di produzione congelati.
Dopo 14 incontri tecnici, iniziati nel mese di settembre, era stata programmata una seduta plenaria a oltranza di due giorni ma, durante una di queste sessioni, nella notte dell'11 gennaio, una parte della delegazione trattante di Federalimentare si è resa irreperibile. Pertanto, la delegazione trattante, unitamente alle rappresentanze nazionali di Fai, Flai e Uila, ha deciso di interrompere le trattative e di proclamare lo stato di agitazione del settore, con l'immediato blocco degli straordinari e di tutte le flessibilità e di programmare un fitto calendario di assemblee.

"Smantellare orario di lavoro, con richiesta di calcolarlo come media annuale con punte settimanali che potrebbero arrivare fino a 72 ore ordinarie, azzeramento scatti d’anzianità e premi di produzione, aumento salariale di sette euro nel triennio 2016-2018: sono proposte irricevibili" commenta Patrizia Baitieri, segretaria provinciale Flai Cgil, che aggiunge: "Expo ha valorizzato il settore dell'industria alimentare, con padiglioni dedicati alle eccellenze del Food Made in Italy. Ora, le imprese vogliono far pagare la contrazione del mercato interno ai lavoratori, aumentando lo sfruttamento, cancellando le tutele (orario e salario) e calpestando la dignità degli addetti di un settore, quello dell'industria alimentare Italiana, di fatto non toccato dalla crisi".

La protesta: blocco degli straordinari e di tutte le flessibilità. Inizieranno le assemblee, ci sarà uno sciopero di 4 ore entro il 22 gennaio e uno sciopero generale il 29.

 

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