CUCCIAGO - Serata frizzantina - ad usare un eufemismo - al palasport Pianella, dove la Vanoli Cremona ha battuto Cantù (74-82) nel posticipo dell'undicesima giornata di campionato. Ma, al di là della partita, gli spunti degni di interesse sono stati molti. E, ancora una volta, sotto i riflettori c'è il patron Dmitry Gerasimenko, sia per la sua pesante presenza a poca distanza dalla panchina, seduto in tribuna stampa, sia per la scelta del roster della serata. Scelta societaria - modo gentile di dire del proprietario - che coach Fabio Corbani non ha digerito. E negli spogliatoi, anche se lo ha detto con signorilità, il suo disappunto non è passato inosservato.
Gerasimenko. Il patron si è seduto in tribuna stampa a fianco della panchina canturina e, come è nel suo stile, ha per così dire dato suggerimenti (immaginiamo non richiesti) a coach Fabio Corbani. Nelle immagini televisive lo si vede chiaramente invocare un timeout. E, per la sua presenza, alla squadra brianzola è stato pure fischiato un fallo tecnico, cosa che ha scaldato non poco il palazzetto. Nervoso il patron, al punto di rifiutare un selfie con un tifoso all'intervallo, mentre stava uscendo a fumare una sigaretta. E nel finale con sguardo gelido ha osservato i suoi giocatori che uscivano dal campo battuti, con chissà quali pensieri. Ora bisognerà vedere se ci saranno nuove sanzioni, come già accaduto al termine della sfida contro Milano (anche se torte in faccia a questo giro non se ne sono viste).
Corbani - che è un signore - alla fine in sala stampa l'ha presa alla larga, ha commentato la partita, ma si capiva che c'era qualcosa nell'aria che non andava. Prima ha parlato di equilibri da disegnare, cose da inventare, poche soluzioni in attacco. E poi il discorso è caduto sul fatto che Kenny Hasbrouk sia stato lasciato fuori per fare spazio a LaQuinton Ross, che alla vigilia pareva invece destinato a stare in tribuna. E qui si è capito che il tecnico fosse abbastanza irritato. "E' stata una scelta della società, non mia. Ho seguito le indicazioni che mi sono state date". Facile pensare che ancora una volta sia stato il patron a imporre la scelta."Sicuramente non potevamo ripetere la partita di Venezia, quel tipo di gioco. Impossibile proporre la stessa pallacanestro" ha ribadito il coach, che ha fatto riferimento a una bella gara della sua formazione, vinta contro una delle favorite per lo scudetto e in cui Hasbrouk (escluso dalla proprietà) era stato tra i migliori. L'impressione è che i rapporti in questo momento siano abbastanza gelidi, anche perché è abbastanza inusuale, vedere un proprietario che a pochi centimetri dal suo coach gli dica quello che deve fare. E non sono da escludere clamorosi sviluppi, se la situazione dovesse proseguire.
Serata calda, con l'ex Marco Cusin che è stato pesantemente contestato durante la partita e soprattutto al termine, quando - vista la situazione una scelta forse non troppo opportuna, se guardata sotto il profilo dell'ordine pubblico - è stato riportato in campo per le interviste di rito. Gli spettatori rimasti si sono sfogati ed gli è arrivata addosso una nuova scarica di insulti fino a quando non si è infilato nel tunnel.
Una partita e situazioni che peraltro vanno archiviate velocemente visto che mercoledì sera c'è alle porte una nuova sfida. A Cucciago scatta infatti la seconda fase della Fiba Europe Cup. I brianzoli alle 20.30 attendono i russi dell'Enisey. Proprio la squadra siberiana che costringerà la FoxTown a un viaggio da incubo per la gara di ritorno, visto che si gioca in Siberia, in una città che in questo periodo ha -20 gradi di media e che si trova all'altezza della Mongolia. Si parla di un viaggio lunghissimo (7mila chilometri) con scalo intermedio. La trasferta più disagiata della storia. Per Gerasimenko un derby. Chissà come lo vivrà.
A.C.









