COMO - Finalmente risolto il giallo del furto all’interno di Palazzo Cernezzi, avvenuto sei mesi fa, proprio mentre in città erano ospiti gli ispettori dell’Anticorruzione giunti da Roma per fare luce sull’appalto delle paratie. Nella notte del 9 giugno qualcuno riuscì a entrare all’interno del palazzo che ospita gli uffici del municipio, forzando porte e introducendosi in oltre una trentina di uffici, per poi andarsene dopo aver rubato alcuni cellulari, macchine fotografiche in uso all’ufficio tecnico e portatili. “Un furto anomalo” lo definirono alcuni, anche perché tra i vari uffici rovistati c’era anche quello in cui era custodita la documentazione relativa al maxi-appalto del lungolago, così ci volle poco per ipotizzare che in realtà i ladri mirassero ad altro.
A sei mesi di distanza, grazie al lavoro dei carabinieri, si può dire che si trattò di un furto e basta. Questa mattina infatti i militari della compagnia di Como hanno tratto in arresto su ordinanza di custodia cautelare Jamal Fatnassi, 55 anni nato a Marsiglia, pregiudicato senza fissa dimora, già arrestato nell’agosto scorso per detenzione ai fini di spaccio di cocaina e ricettazione di parte del materiale rubato a Palazzo Cernezzi.
Grazie a controlli e pedinamenti, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Como, sono riusciti ad identificare e denunciare un cittadino rumeno, senza fissa dimora e pluripregiudicato per reati contro il patrimonio e il suo ricettatore, un uomo di 54 anni di nazionalità algerina, il quale è stato arrestato con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti di tipo cocaina.
Durante il sopralluogo di furto effettuato a Palazzo Cernezzi gli uomini dell’Arma avevano prelevato impronte e tracce biologiche in tutti gli uffici, poi risultate tutte compatibili con il dna del cittadino rumeno.
Nel corso dell’indagine è stato recuperato un telefono cellulare rubato, 10 grammi di cocaina, 20 grammi di sostanza da taglio oltre a vario materiale utile per il confezionamento e la pesatura. Inoltre sono stati segnalati due cittadini comaschi alla locale prefettura come assuntori di sostanze stupefacenti.
Il cittadino magrebino dopo aver scontato 4 mesi di carcere presso la casa circondariale di Como era stato scarcerato con l’obbligo degli arresti domiciliari presso l’indirizzo della sua ultima dimora. Arrivato nella sua vecchia abitazione ha trovato la casa occupata da una coppia di cittadini originari del Bangladesh decidendo quindi di occuparne un’altra limitrofa a quest’ultima.
Il proprietario della casa occupata ha quindi chiamato i Carabinieri i quali hanno deferito il cittadino algerino per violazione di domicilio richiedendo alla locale Procura della Repubblica la restrizione in carcere poiché non sussistevano i requisiti per gli arresti domiciliari. Questa mattina Fatnassi è stato tradotto nuovamente in carcere.






