BASKET – Johnson bloccato dalla Corte Federale. Dito puntato contro Milano?

mercoledì, 25 novembre 2015

Dmitry Gerasimenko CANTÙ - Da quando Dmitry Gerasimenko ha rilevato la maggioranza della Pallacanestro Cantù, le sorprese non sono mancate; una su tutte è stata l’arrivo di Walter Hodge (esordio a Caserta con 20 punti e 5 assist), cui dovrebbe seguire un altro innesto, JaJuan Johnson, ala forte che fino a poco tempo fa militava nel Volgograd di cui il magnate russo è proprietario.

E ormai sembrava fatta, pur con qualche “complicazione”, dato che la società canturina aveva deciso di cambiare formula, passando dal 5+5 al 3+4+5, portando così i visti disponibili da 6 a 8.

Questo passaggio è stato deciso dai vertici di Cantù che, leggendo e studiando il regolamento, hanno constatato la possibilità del cambio di formula, che per essere effettuato richiede il versamento di una mora di 40mila euro, destinati al premio italiani messo in palio dalla Fip per stimolare e incentivare l’utilizzo dei giocatori del Belpaese in Serie A; in più, la squadra che cambia formula, non potrà più essere in lizza per tale premio.

Fatte le necessarie premesse, la società brianzola ha quindi deciso di usufruire di questa possibilità (come già fatto in passato da altre squadre, e come starebbe pensando di fare Caserta, acquistando Ivanov) per avere due visti in più, uno dei quali verrebbe speso per tesserare Johnson (i tesseramenti per chi sceglie il 3+4+5 sono ovviamente 12), che aveva rinunciato ad andare in Turchia, al Trabzonspor, per venire in Italia e ritrovare mr Gerasimenko.

I fatti sono chiari, Cantù ha chiesto a Lega e Fip se tutto fosse regolare e, avuta risposta positiva, ha quindi proceduto con la richiesta del visto e il versamento dei 40mila euro.

BASKET CANTU' LE HAVRE3Purtroppo però, a volte, lo sport smette di essere tale, e un fulmine a ciel sereno è piombato sulla situazione; sebbene Lega Basket e Fip abbiano confermato l’ok alla società canturina, è stato “congelato” il visto e il conseguente tesseramento, poiché lunedì la Corte Federale si riunirà per valutare nuovamente la richiesta e giudicarla confacente o meno al regolamento.

Ma perché? Semplice: una squadra di Serie A può aver chiesto l’intervento della Corte Federale e, tra i corridoi degli ambienti cestistici, il nome che gira è quello dell’Olimpia Milano. Pure voci, nulla di provato ma a Cantù il sospetto è forte.

Curioso se davvero la società milanese si è mossa ora, a cinque giorni dal derby, considerando poi che Johnson, per giocare domenica, dovrebbe essere tesserato entro il limite massimo di venerdì a mezzogiorno; in poche parole, se nelle prossime ore Lega e Fip non valuteranno che l’intervento della Corte Federale non sia necessario, Johnson non giocherà contro Milano e potrebbe crearsi una situazione spiacevole con il giocatore, in un contesto  grossolano e che francamente poco ha a che fare con lo sport.

Il regolamento non si presta ad interpretazioni, è chiaro, e lo scopo di chi ha sollevato dei dubbi pare semplicemente quello di ritardare la firma di un nuovo atleta. Ora non resta altro che aspettare, ma è quasi impossibile che Lega e Fip cambino idea, mentre è quasi certo che la Corte Federale confermi (per la terza volta) che, quanto fatto da Cantù è conforme alle norme del regolamento.

Davide Porro

 

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