PALAZZETTO – Sacripanti: “Abbiamo dovuto aspettare uno straniero”

sabato, 14 novembre 2015

sacripanti pinoCANTÙ - “Da una parte sono molto contento perché grazie al blasone di Cantù, grazie al calore del pubblico, grazie al fatto che Cantù è la squadra italiana più titolata in Europa, grazie a tutto questo e al fatto che Cantù è sempre stata una società economicamente a posto è arrivato una persona così forte che potrà cambiare le sorti del club già da quest’anno. Dall’altro, da cittadino di Cantù sono molto rammaricato perché abbiamo dovuto aspettare che arrivasse uno da fuori per costruire un palazzo dello sport dopo che dagli anni 90 ad oggi sono venuti fuori due aborti. C’è amarezza perché una terra laboriosa come la Brianza non può e non deve aspettare l’arrivo di un profeta straniero”.

Parola di Stefano Sacripanti a Irpinianews. Canturino doc, è l'attuale coach di Avellino, prossima avversaria dei biancoblu.

“Per me – ha spiegato – è chiaro che non potrà mai essere una giornata normale. Cantù è la mia città. Qui ho giocato nel settore giovanile che poi ho subito allenato a 24 anni, vincendo tre titoli italiani. Poi a 30 anni sono diventato allenatore della prima squadra. I primi sette anni sono stati bellissimi e anche nell’ultimo mio biennio di allenatore a Cantù abbiamo raccolto buoni risultati”.

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