CANTÙ - "Sul proprio sito Per Cantù riporta ancora la dicitura Pro Loco. Pur sapendo di non esserlo". Tuona Mauro Tagliabue, consigliere della Pro Cantù, dalle sede di via Matteotti 39/A. Unica Pro Loco riconosciuta dall'Unpli sul territorio, la benemerita associazione canturina difende il proprio status. "Non sono una Pro Loco, a loro dire sapevano di non poterlo diventare e non hanno mai presentato domanda per esserlo eppure sulla prima pagina del sito di Per Cantù appare bene in chiaro la scritta "associazione pro loco" - prosegue Tagliabue -. Non sono onesti, si spacciano per quello che non sono. E per quello che non potranno mai essere finché esistiamo noi".
La legge infatti parla chiaro. Caduta come una tegola sullo staff di Per Cantù, guidato da Valeriano Maspero, l’articolo 17 della legge regionale del turismo recita: “Può essere iscritta all’albo regionale l’associazione pro loco che svolga le attività previste dall’art. 15 da almeno un anno e per la quale concorrano le seguenti condizioni: (…) possono essere riconosciute anche più associazioni pro loco in uno stesso comune purché non operino nella medesima località”.
"Non è questione di fare polemica, è questione di chiarezza - conclude il consigliere -. Va bene che organizzano manifestazioni per la città ma questo non li rende una pro loco, perché non lo sono".
S.R.







