Leggo con simpatia le nuove esternazioni del sindaco di Cantù, al quale va il mio personale incoraggiamento. Da convinto liberale, quale io sono, credo che chiunque sia in grado di ottenere in una competizione elettorale i consensi necessari per occupare uno scranno in Regione o Montecitorio, debba quantomeno avere l'opportunità per dimostrare le sua capacità e per contribuire al bene del nostro paese. Dopodiché, ponendo in stand-by i sogni futuri, non posso che rilevare che queste ultime esternazioni succedono di qualche ora alla sfiducia operata da LIC per il tramite dell'ex fido Lancillotto.
La strategia è pilatesca e un po' contadina; nell'incapacità oggettiva di replicare alle accuse, si crea un diversivo con l'apertura di un nuovo fronte: tutti stupidi, ladri e mafiosi. Accuse simili a quelle gridate nel corso delle 3 consecutive campagne elettorali dal sindaco (Andreotti style). Una sola differenza, il bersaglio: prima Sala & Company, oggi i partiti, i politici, i cittadini che votano i partiti a lui non simpatici. Eh sì... perché "l'adagio di Monicelli" è ormai diventato un must nella casa Comunale: ".. Perché io so io... e voi non siete un c.....".
Nel mezzo, mesi di forte tensione, accuse e litigi nei confronti di tutto e tutti: cittadini stupidi, Procantù, volontari, associazioni varie, dipendenti, sindacati, politici vari, colleghi sindaci, istituzioni, collaboratori, ex colleghi, Lega nord, Pd, FI, la sconfitta alle elezioni Provinciali, il naufragio del progetto di Como indipendente, il disgregarsi della sua Lista civica.
Quindi un sincero in bocca al lupo al sindaco di Cantù, al quale chiediamo, dopo aver preso contezza dei suoi nuovi progetti, quantomeno di dimettersi il prima possibile, per consentire ai cittadini di scegliere democraticamente un sindaco con un unico obiettivo: amministrare Cantù!
E chissà, magari tra qualche anno Wikipedia assocerà un altro canturino al nostro Eugenio Corbetta!
#riprendiamocicantù2017
Matteo Ferrari
coordinatore cittadino di Forza Italia






