CANTÙ - Continuano gli appuntamenti con Time Out, il settimanale di Radio Cantù dedicato alla pallacanestro, con l’ultima puntata che ha visto ospite il lungo polacco (con cittadinanza italiana) Jakub Wojciechowski, alla prima stagione con l’Acqua Vitasnella.
Nonostante la giovane età, 26 anni da compiere il prossimo gennaio, Jakub è uno dei più anziani giocatori biancoblu, e come tutto il roster di coach Corbani è una delle tante scommesse di questa nuova squadra.
“Spero e penso sia il momento giusto per me, qui a Cantù – ha esordito Wojciechowski – non parto da zero ma sono un passo avanti rispetto agli altri conoscendo Fabio Corbani, so di essere uno dei più anziani e avendo giocato con gente come Bulleri, Soragna e Mordente spero di dare l’esempio agli altri come loro l’hanno dato a me”.
Il giocatore polacco è infatti arrivato in Italia giovanissimo, nel 2006 all’età di 16 anni, e in quel momento ebbe inizio la sua avventura nel Bel Paese: “Un responsabile di Treviso mi notò e mi portò a vedere il settore giovanile, la storica Ghirada – racconta Jakub – e lo stesso anno che ha firmato Corbani ho firmato anche io. L’inizio non è stato facile, non sapevo la lingua e quando tornavo in foresteria oltre al basket non sapevo di cosa parlare, ma è stata un’esperienza che rifarei sicuramente”.
Il numero 18 canturino ha sottolineato come il suo rapporto con Corbani vada al di là del semplice ruolo di allenatore, d’altro canto i due si conosco ormai da 10 anni: “A Treviso, quando ero piccolo, ha fatto delle cose che poteva anche non fare, mi aiutava con la scuola e con le scelte personali, ha fatto tanto per la mia crescita umana”.
Wojciechowski è un ragazzo disponibile, consapevole di essere in un progetto giovane che richiede del tempo, anche perché coach Corbani è nuovo quasi per tutti, e l’impostazione che sta dando a Cantù non è semplice da capire per i giocatori; “la difesa che vuole Fabio non l’ho mai incontrata in nessun altro allenatore – spiega Jakub - adesso secondo me inizia a vedersi in partita e le domande che fanno i miei compagni sono diverse rispetto a prima, già si vedono passi in avanti nell’aspetto difensivo. A livello offensivo forse potrei rischiare a dire che nel basket di Corbani corrono più i lunghi dei piccoli, e avere dei lunghi mobili permette di aprire gli spazi per i piccoli che possono più facilmente penetrare. Siamo giovani e vedo solo un futuro positivo per Cantù – continua Wojciechowski – pensiamo a noi stessi, a quello che dobbiamo fare e a quello che abbiamo sbagliato in partita, perché non devono accadere situazioni in cui perdiamo per colpa nostra ma devono essere i nostri avversari ad avere problemi”.
Il ragazzo ha quindi le idee ben chiare, così come le ha ovviamente Fabio Corbani che sta trasmettendo questo basket “differente” ai propri ragazzi, con allenamenti rigidi grazie ai quali riesce a tirare fuori il meglio dalla squadra; è chiaro che a livello umano l’allenatore canturino riesca ad inquadrare ogni giocatore e a creare un rapporto unico.
“Siamo un gruppo unito e bisogna ringraziare Fabio perché le sue squadre sono sempre state insieme anche nei momenti difficili – racconta Jakub – inoltre ho uno splendido rapporto con Sam Bianchi (preparatore atletico ndr), come me ama la musica e insieme stiamo lavorando sul riprendere a suonare qualche strumento. Pensate che a Como abbiamo fatto una presentazione – continua il lungo canturino – e c’era un pianoforte, Sam si è messo a suonare e improvvisamente è calato il silenzio, ha suonato una musica bellissima”.
La sensazione è quella che da sempre contraddistingue Cantù, ossia una grande famiglia che non è facile trovare altrove, e l’italo-polacco si è calato perfettamente in questa realtà e non vede l’ora di portare a casa i primi due punti in classifica, ovviamente al Pianella contro Torino: “è una squadra con talento ed esperienza – conclude Wojciechowski – ho giocato con Mancinelli e so che ha anche l’esperienza dell’Eurolega, non sarà facile ma abbiamo un’intensità di movimento che Torino non ha e non vediamo l’ora di riprovare di fronte al nostro pubblico a conquistare i punti che ancora ci mancano”.
D. P.






