CANTÙ – Questa volta i tifosi sembrano crederci un po' di più nel progetto del palazzetto dello sport. Il terzo, dopo 40 anni di fallimenti e un buco in corso Europa a ricordare che i vecchi adagi vanno rispettati, "mai fare il passo più lungo della gamba". Ora il passo sembra coperto da un investimento di circa 10-20 milioni firmato da Irina Gerasimienko, presidente di Sport Expo. E dall'impegno in prima persona di Tutti Insieme Cantù srl, la società creata in Villa Calvi, nella stessa sala che ieri ha ospitato la presentazione del mega centro con all'interno campo e aree dedicate alla Pallacanestro Cantù.
"Questa volta siamo più fiduciosi - spiega Francesco “Juary” Morabito, tra i fondatori degli Eagles -. Conosciamo di persona Irina, il sindaco Claudio Bizzozero e tra coloro che stavano seduti al tavolo per la stesura del progetto ci sono nostri amici. I pregressi li conosciamo tutti, ma oggi si respira un'aria di positività dovuta anche al fatto che la stessa Irina, l'investitrice russa dell'arena biancoblù, si è innamorata della nostra passione. Insomma oggi ci crediamo un po' di più".
Ci crede o almeno vuole credere che questa sia la volta buona anche Giorgio Cattini, ex cestista della Pallacanestro Cantù. "C'ero nel '75 quando hanno inaugurato il Pianella. Lo stesso anno abbiamo vinto lo scudetto, il secondo - racconta Cattini - . Mi piacerebbe esserci quando inaugureranno il Palazzetto, magari ricevere un invito".
Perché per Cattini il palasport è una struttura necessaria per la società canturina, che a suon di canestri e vittorie si è fatta largo tra le grandi del basket. La speranza? "Beh quella c'è sempre. Mi auguro e spero che il palazzetto veda finalmente la luce e che si possa festeggiare la posa dell'ultima pietra". Forse però non basta, dopo l'esperienza del Papababele e del PalaTurra è meglio correggersi: "Festeggeremo quando saremo dentro".
S.R.








