CANTÙ – Ieri mattina in Villa Calvi è stato svelato quello che potrebbe essere il nuovo palazzetto di Cantù, che dovrebbe sorgere in via Giovanni XXIII nell’area dove oggi si trova il campo di sabbia del Calcio San Paolo.
Un’importantissima parte del lavoro è stata svolta da Tutti Insieme Cantù, la società che detiene il 10% della società biancoblu e che ha, come scopo, quello di raccogliere fondi e cercare nel miglior modo possibile di creare un futuro per il basket canturino. E, proprio da questo punto, parte Andrea Mauri, presidente di Tic: “Lo scorso anno, verso novembre/dicembre, abbiamo iniziato a pensare che l’azionariato popolare stava andando bene e a quel punto, avendo Tic come obiettivo quello di dare un futuro alla squadra, ci siamo messi al lavoro sulla questione palazzetto, perché senza di esso è difficile andare avanti”.
Siamo alla fine del 2014, e per la prima volta Tutti Insieme Cantù inizia a guardarsi intorno non più per raccogliere “solo” fondi, ma anche per provare a dare una nuova casa alla pallacanestro canturina, casa attesa da decenni. Le prime ricerche sono iniziate in modo generale, ognuno dei ragazzi di Tic ha messo sul piatto le proprie conoscenze e i propri contatti personali, cercando investimenti anche all’estero, sebbene la maggior parte dei soggetti interpellati fosse comunque italiana, e all’inizio la situazione non è stata certo facile.
“Ne abbiamo prese di porte in faccia – racconta Mauri – abbiamo anche avuto risposte del tipo 'bello, ma non è il momento', ma non abbiamo mai mollato, sondando tutti i terreni a disposizione fino a quando, a maggio, abbiamo avuto la sensazione che qualcosa di concreto potesse iniziare a muoversi”. Andrea Mauri si riferisce a Dmitry Gerasimenko e alla moglie Irina, con cui è nato un rapporto più unico che raro, un entusiasmo che i ragazzi di Tutti Insieme Cantù, Matteo Radice, Mattia Paganoni e Claudio Vassallo, hanno mostrato spiegando ai signori Gerasimenko cosa rappresenti Cantù e soprattutto cosa sia Tic. “E' una cosa incredibile – continua Mauri –, gli abbiamo spiegato chi siamo e cosa facciamo, e questa cosa lo ha colpito più di tutto, ed è come noi, ha la passione per la pallacanestro e si è creata una chimica incredibile. Non so davvero come spiegarlo”.
Gerasimenko sarà quindi eclettico, proprietario e giocatore di una squadra di basket, eppure allo stesso tempo ha apprezzato sin da subito il lavoro di Tic, il cui scopo è solo ed esclusivamente il bene della società canturina: “E' rimasto impressionato dal sistema Pallacanestro Cantù – prosegue il presidente di Tutti Insieme Cantù – ma soprattutto siamo stati trasparenti con lui sin dall’inizio, gli abbiamo messo a disposizione tutte le nostre forze, abbiamo lavorato cinque mesi e luglio/agosto quasi non abbiamo fatto ferie, tutto per mettere insieme i vari incartamenti necessari con le informazioni da riportargli, senza chiedergli nulla in cambio”.
Questo ha quindi ancor di più colpito il presidente del Volgograd e la moglie Irina, che seguirà in prima persona tutto il progetto: “una volta raccolto tutto questo materiale – conclude Mauri – abbiamo entrambi ritenuto importante quanto fatto, e di nuovo siamo stati cristallini nel riferire che una volta consegnati i documenti in comune ci avrebbe atteso un iter burocratico da rispettare, proprio perché vogliamo che tutto il quadro risulti chiaro sin dal principio”.
Passione, lavoro, chiarezza e un briciolo di fortuna, hanno fatto in modo che Tutti Insieme Cantù e Dmitry Gerasimenko si incontrassero, dando ai canturini la speranza concreta di avere un nuovo palazzetto.
D.P.






