CANTÙ - Non c’è due senza tre, dice il detto, ma questa volta pare davvero (ripetiamo, davvero) la volta buona. La città di Cantù potrebbe finalmente avere il nuovo palazzetto, e la Pallacanestro potrebbe calcare un nuovo parquet, avere una casa degna della Regina d’Europa, sentire cantare e tifare i propri tifosi da spalti più accoglienti, moderni, in un’arena inserita in un contesto all’avanguardia.
Questo è quanto emerso alla conferenza stampa in Villa Calvi, dove tutti coloro che stanno lavorando, e che hanno a cuore il futuro della Pallacanestro Cantù, hanno presentato i passaggi fatti finora, e quelli che li separano dalla realizzazione del nuovo impianto.
A livello “sportivo” erano presenti Anna Cremascoli e Luca Orthmann, presidente e amministratore delegato, e le parole della numero uno sono state brevi ma concrete e dirette: “Ho cominciato quest’anno la mia ottava stagione – ha esordito la Cremascoli – e anche se non attendo il palasport da 40 anni come molti altri, lo aspetto da otto anni, ce lo avevano promesso ma siamo ancora senza un palazzetto”.
Tutti ricordano le strette di mano dell’allora sindaco Tiziana Sala, alla posa della prima pietra cui sono seguite giusto alcune colate di cemento e qualche pilone, poi purtroppo tutto si è arenato e il buco di corso Europa rimane lì, simbolo dei precedenti due fallimenti a cui tutto fra presupporre non seguirà un terzo, forse anche perché il terreno su cui verrà edificata la nuova arena è differente. E anche se il luogo è stato cambiato per motivi burocratici e legali (il contenzioso con Turra potrebbe durare anni) anche un po’ di scaramanzia non fa male.
In più le sorti della Pallacanestro Cantù dipendono fortemente da una nuova casa in cui giocare: “Lo sviluppo della nostra società è legato al palazzetto – continua la presidentessa – e facciamo del nostro meglio ogni stagione, ma senza una struttura adeguata è difficile”. Insomma, per avere una grande squadra, vincente, con sponsor importanti, bisogna avere un’arena moderna, non limitata al campo di gioco ma che sia di richiamo anche per famiglie e non appassionati di basket.
Si parla infatti di un progetto preliminare che racconta di un polo di attrazione per target differenti, con circa 5.500 posti per le partite, fast food e ristoranti, zona commerciale e negozi, una spa, palestra, zona per i più piccoli e intrattenimento serale. Un centro non solo per Cantù e provincia di Como ma per l’intera Lombardia, parola di Irina Gerasimenko, moglie del proprietario del Volgograd Dmitry nonché presidente di Sport Expo S.r.l, la società privata che investirà per la costruzione dell’arena.
Dulcis in fundo, è stato anche individuato uno spazio in cui sorgerà il museo della Pallacanestro Cantù, un luogo in cui finalmente potremo ammirare le Coppe delle Coppe, le Coppe Intercontinentali, le Coppe dei Campioni e le Coppe Korac alzate dai biancoblu, oltre che gli scudetti e le Supercoppe italiane, e immaginiamo molto altro ancora.
La grande novità sta nell’aver coinvolto la società canturina e nell’aver ascoltato le sue richieste. Ed è stata Tutti Insieme Cantù in particolar modo ad ascoltare le esigenze e le richieste della presidentessa.
D.P.






