CARUGO – Non volevano uccidere? Ora si segue la pista del lavoro

venerdì, 16 ottobre 2015

OMICIDIO Carugo NOTTECARUGO - Forse non volevano uccidere ma intimidire si, un avvertimento magari legato al mondo del lavoro o forse ad alcune frequentazioni: è questo lo scenario disegnato dagli inquirenti che indagano per fare luce sull'agguato che si è consumato mercoledì sera in via Garibaldi, al civico 32. Alfio Vittorio Molteni se li è trovati davanti i suoi assassini, almeno due persone, che lo hanno atteso sotto la villetta a due piani di Carugo. La casa del padre, dove Molteni era tornato a vivere dopo il secondo matrimonio finito male. L'udienza per il divorzio era fissata per il prossimo marzo. Nelle ultime ore però l'attenzione dei detective del nucleo investigativo si sarebbe incentrata sul lavoro di Alfio Vittorio Molteni, escludendo la pista familiare, e sui rapporti d’affari che il professionista aveva sia in Italia che all’estero, in Russia e in Arabia Saudita in particolare.

Non volevano uccidere: i colpi sono stati sparati in basso, segno che il messaggio doveva essere una intimidazione, un avvertimento in piena regola. Almeno due i colpi esplosi con una pistola, di cui ancora non si conosce il calibro: il primo ha raggiunto la gamba, il secondo ha colpito la zona tra l'addome e il torace, forse finito lì mentre Molteni ormai ferito si accasciava a terra.

Le indagini proseguono e non escludono la pista legata al mondo del lavoro, magari questioni d'affari andati male con personaggi poco raccomandabili e di discreto spessore criminale. I Ris dei carabinieri giunti sul posto non solo hanno preso tracce e impronte su tutta la cancellata di casa Molteni, ma hanno anche fatto portare via un'auto.

L'auto

Sono due le auto al centro delle indagini. Erano le 21 di mercoledì 14 ottobre quando Molteni è uscito dall'abitazione di via Garibaldi. Aveva preso l'auto del figlio Federico, una Volkswagen Polo, per andarlo a prendere in stazione. Ma si è fermato, forse per scambiare qualche parola con i suoi stessi assassini che dopo l'omicidio, fuggiranno con l'auto della vittima. Ancora non è chiaro come le chiavi della Polo siano finite nel cruscotto. L'auto di Molteni i carabinieri l'hanno poi ritrovata sulla 32, a Paderno Dugnano, bruciata.

La seconda auto è quella recuperata nei pressi dell'abitazione e ora sottoposta a una serie di verifiche per capire se possa essere collegata all'omicidio.

S. R.

 

 

 

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