MARIANO – Caso antenna Vodafone, il sindaco: “Facciamo chiarezza”

venerdì, 9 ottobre 2015

marchisio giovanni mariano comenseMARIANO COMENSE - Giovanni Marchisio, primo cittadino marianese, interviene con una lunga e articolata scheda sulla spinosa questione del rpetitore telefonico Vodafone. Ecco la serie di domande e risposte sul tema. Con diverse spiegazioni e qualche punto di domanda, importante, che permane:
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Non è il Comune che mette il ripetitore.

E’ un contratto tra l’azienda Vodafone e un privato. Il Comune ha rilasciato una autorizzazione a Vodafone per l’avvio dei lavori.

 

Il Comune non poteva rifiutarsi di dare a Vodafone l’autorizzazione per l’avvio lavori.

Dal 2002 (Legge Gasparri) i ripetitori della telefonia sono considerati a tutti gli effetti opere di urbanizzazione primaria (come i pali della luce, come i tombini, …). Dunque il Comune non può assolutamente impedirli. La legge nazionale supera qualsiasi provvedimento comunale. Il Comune può solamente – nella redazione del Piano di Governo del Territorio – mettere qualche vincolo più stringente nelle norme tecniche attuative. E il Comune nel 2012 – quando approvò il PGT – si limitò ad applicare i limiti previsti e nulla più.

 

Sindaco e assessori non sono d’accordo sul posizionamento del ripetitore in quel luogo.

Non per motivi di salute (l’ARPA ha certificato non esserci impatti sulla salute – e si pensi comunque alla presenza pluridecennale di un’antenna a fianco delle scuole di via P. Trotti), bensì per l’impatto paesaggistico (un’antenna di 28 metri in centro abitato fronte strada!).

 

Cosa abbiamo fatto per proporre altre location

Quando come parte politica (sindaco e assessori) fummo messi a conoscenza di questa autorizzazione, tentammo (maggio 2015) in maniera informale di negoziare con Vodafone lo spostamento dell’antenna. Ma senza arrivare a nessun risultato. A giugno quindi abbiamo approvato in Giunta una delibera in cui mettiamo nero su bianco alcuni punti chiari:

-          - sospensione dei lavori per 30 gg

-          - dare mandato alla commissione paesaggio di rivedere il suo parere (che in sede di autorizzazione era stato positivo)

-          - dare mandato all’ufficio Urbanistica perché all’interno della revisione delle norme tecniche del PGT - che stiamo concludendo – inserisca vincoli più stringenti per i gestori telefonici.

Dopo la delibera di metà giugno abbiamo incontrato una prima volta Vodafone (fine giugno).

Vodafone si era resa disponibile a discutere sulla location. Ci propose una zona in cui trovare soluzioni alternative: una zona che andava da via Pio X alla zona industriale di via per Cabiate, dandoci appuntamento a 30 giorni dopo per valutare le soluzioni che avremo proposto. Certo lo spostamento avrebbe comportato – secondo indicazioni informali - un impatto sul bilancio del Comune di qualche decina di migliaia di euro. In quella zona trovammo un paio di location che rispondevano alla motivazione di impatto paesaggistico cui accennavo più sopra. In particolare un terreno comunale in zona di via Santa Caterina sembrava adatto (lontano dalla strada, lontano dalle case).

A inizio agosto incontriamo Vodafone, la quale però cambia lo scenario, cioè l’area in cui proporre location alternative. E cambia anche l’impatto sul bilancio del Comune (qualche decina di migliaia di euro in più). Per motivi tecnici (l’area tra via Pio X e la zona industriale avrebbe potuto essere ancora valida solo in caso di riorganizzazione delle altre antenne - eliminazione delle antenne di Via Botticelli e Via Pio X – ma non rientrava più tale riorganizzazione nei piani dell’azienda) ci indicano un’altra area, compresa tra via Isonzo, via Pio XI, via S. Ambrogio. Più piccola, più urbanizzata, comprensiva di ben due punti sensibili (cioè quelle aree in cui non si possono mettere antenne sopra una certa potenza, per la presenza di ospedali, scuole, ecc.).

In tale nuova zona ci sarebbero state solo due location utilizzabili: lasciarla lì dove era prevista, o spostarla nella stessa proprietà, ma sul lato opposto della proprietà, su via Dosso Faiti. A quel punto (riunione del 7 settembre) ci si rende conto che non era più di fatto ipotizzabile un qualsivoglia spostamento.

 

 

il Canturino NEWS - supplemento quotidiano a Lario News, testata giornalistica registrata (Tribunale LC n. 234/2015)