KARATE – Kembukai Cantù, arti marziali opportunità di crescita personale

giovedì, 8 ottobre 2015

BIANCHI KARATECANTÙ - Inizia nel 1976 la storia di Carlo Bianchi, direttore tecnico dell’ASD Kembukai di Cantù, quando nella città brianzola iniziarono i primi corsi di Karate con Romano Poletti, per poi trasferirsi a Milano e continuare in una palestra storica, la CSKS, dove erano presenti due maestri giapponesi, Hiroshi Shirai e Takeshi Naito. Entrambi sono tra i massimi esperti al mondo di Karate Shotokan, ossia tradizionale, e Bianchi, appena ventenne, ha seguito il Maestro Naito intraprendendo l’attività agonistica; “dal ’76 al ’96 ho sempre praticato il Karate a livello agonistico – spiega Bianchi – ho fatto l’ultimo campionato in Giappone dopo aver svolto competizioni in tutto il mondo”.

Bianchi (due volte campione del mondo e sei volte campione europeo) è stato dal 93 al 2009 assistente della squadra nazionale, con il M° Naito direttore tecnico, oltre che shihankai (referente) della Japan Karate Association; poi, nel 1996 con la fine della carriera agonistica, ha dato vita alla scuola Kembukai, affiliata alla JKA.

“Noi e altre scuole della zona facciamo parte della JKA – continua Bianchi, che è segretario della JKA Italia – il Karate in stile Shotokan è nato da questa scuola giapponese, e a livello di crescita fai un percorso che ti porta a poter fare l’istruttore o entrare a far parte dell’organizzazione”.

KARATE CANTU

La Kembukai di Cantù, che ha tre palestre anche a Capiago, Carimate e Inverigo, prepara i ragazzi a livello agonistico, offrendo loro la possibilità di misurarsi in importanti competizioni e propone degli obiettivi che varcano i confini dell’Italia: “i nostri progetti non sono limitati alla città di Cantù – precisa Bianchi – ma puntiamo ad eventi internazionali ai quali noi, e molte altre scuole, contribuiamo ad organizzare, ed ogni occasione è importante per i nostri ragazzi, per farli crescere a livello sportivo e umano”.

Il Karate, infatti, non è banalmente una tecnica per auto-difendersi, ma è un’attività che forma l’atleta e l’uomo, partendo dai più piccoli (per il secondo anno ci saranno corsi per i bambini di 4 anni) fino agli adulti, che si avvicinano a questo mondo anche a 40 o 50 anni.

“C’è un po’ di disinformazione sul Karate – afferma Bianchi – una volta forse ci si interessava ad esso solo per auto-difesa, ora non è così, soprattutto ai più piccoli trasmettiamo tre nozioni fondamentali: l’importanza del saluto, l’importanza del ringraziare, e l’importanza del dire “mi dispiace, ho sbagliato”, perché è importante essere riconosciuti come persone corrette e senza mai vergognarsi”.

A dimostrazione della concretezza e della continua crescita della scuola, i ragazzi della Kembukai stanno ottenendo importanti risultati, come dimostrano le 22 medaglie (su 25 atleti di Cantù) vinte al campionato italiano svoltosi a Modena il 4 ottobre scorso; un evento che è stato molto utile per programmare il Trofeo Columbus, giunto alla terza edizione, che si svolgerà a Mariano Comense a marzo 2016, organizzato anche grazie al supporto della Kembukai e di altre società della zona e che ospiterà, tra gli altri, atleti provenienti dal Sud America.

“Questo è l’importante – conclude Bianchi – dare l’opportunità ai nostri atleti di vivere grandi emozioni, di gareggiare a livello internazionale e quindi crescere ancora di più, senza mai trascurare nessuno pur avendo noi una corrente agonistica. Quello che svolgiamo, come altre associazioni, è un ruolo sociale, informiamo e coinvolgiamo tutti personalmente illustrando ad atleti e genitori i nostri obiettivi; se la sera 20 ragazzi sono qui in palestra, sono 20 ragazzi in meno per strada”.

Davide Porro

 

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