Alcune posizioni dell'Amministrazione Comunale: ovvero la volontà di giungere, ad ogni costo, all'introduzione di una tangenziale esterna nell'area che dovrà essere sede del nuovo parco Regionale (ora estensione del parco Groane), la mancata assunzione e richiesta di vincoli di tutela alla Soprintendenza riguardo i nuclei storici extraurbani, la proposta di una revisione del P.U.T. che di fatto giace in un limbo di mancate verifiche, e, non certo ultima la mancata riflessione su alcuni aspetti del P.G.T. ( dati del dimensionamento generale, reale consumo di suolo previsto; sostenibilità del fondo per la qualità urbana; contiguità con le scelte del PGT revocato in ambito industriale; aree a verde, riconversione delle unità artigianali e industriali in commerciale, P.I.I. De Amicis, etc.) rendono necessario un approfondimento sul tema “Parco”.
Ma ancora più fortemente rendono necessario chiarire quali siano i “modelli” di tutela ambientale che verranno tradotti dal PGT all'interno dell'ampliamento del parco Regionale delle Groane che, è essenziale rimarcare, non è solo un parco “naturale”, con tutte le salvaguardie del caso, ma giunge nella sua massima estensione a essere un Parco Regionale, con un azzonamento urbanistico vero e proprio su circa il 50% della superficie territoriale che ne fa parte.
Azzonamento che ovviamente, attraverso N.T.A. gradua la possibilità di una serie di interventi edilizi che sono mutuati dalla pianificazione orientata dei vari Comuni: in parole povere se non abbiamo regole e tutele certe nel nostro PGT non potremo averle anche nel Parco.
Diviene indispensabile delineare uno scenario non solo dimensionale del territorio che entrerà a far parte dell'ampliamento del parco Groane, ma prefigurarne uno schema ambientale che ne delinei il grado di tutela e di salvaguardia sulle varie zone del nostro territorio, schema che poi venga recepito, a norma dello Statuto, dall'Ente Gestore.
Dopo tanti anni di attesa e di speranza non possiamo rischiare incomprensioni sulla necessità di tutela ambientale mirata per il nostro territorio. Siamo certi che lo “strumento Parco” è un tassello fondamentale della tutela, ma certo non possiamo affrontare questa situazione già con forti mal di pancia: vedi tangenziale esterna o cascine.
Va fatta estrema chiarezza su ciò che vogliamo portare in “dote” all'interno del Parco della Brughiera, consentiteci di chiamarlo ancora così, e questo deve essere fatto attraverso un confronto aperto con gli strumenti urbanistici vigenti, accogliendo l'idea, peraltro definita anche dalla Legge Urbanistica (e dal buonsenso) che gli stessi sono perfettibili e adeguabili a diversi scenari. Leggendo lo statuto del Parco Groane, in modo particolare gli art. 41 (infrastrutture e servizi) 38 (zone riservate alla pianificazione comunale orientata) 36 (zone per servizi) appare chiaro che non possiamo delegare al caso la definizione degli ambiti di azzonamento del territorio comunale che entrerà a far parte del Parco Groane.
Noi, sia nelle osservazioni in fase di adozione al PGT, sia nelle osservazioni alla variante del P.U.T. e in vari convegni pubblici abbiamo chiarito quelle che riteniamo scelte di tutela ambientali irrinunciabili; aspettiamo un riscontro".
Circolo Legambiente Cantù






