L’INTERVENTO – Il razzismo e l’idiozia

domenica, 6 settembre 2015

razzismo-usaIl termine idiota deriva dal greco e significa «se stesso come privato cittadino» o anche «rozzo». La proliferazione di idioti è probabilmente il fenomeno più evidente, e meno analizzato, di questi anni. Quando parliamo di idioti, infatti, parliamo di persone che non riescono a vedere oltre il “proprio”, che non riescono a scindere ciò che proviene dall’Es, dall’inconscio da ciò che invece appartiene alla sfera dei valori, quindi pubblica. Questo atteggiamento, di chiusura, emerge ancora di più quando si parla di migranti, minoranze e integrazione.

C’è un filosofo, Fernando Savater, che dice che non esiste più il razzismo, inteso come atteggiamento logico e scientifico, ad esempio quello della razza ariana nazista, ma esiste un atteggiamento xenofobo. Anche qui ci viene in aiuto il greco: etimologicamente il termine significa «paura del diverso» (letteralmente «dell’ospite»). E questa paura del diverso non è vista in chiave sociale ma puramente personale. L’individuo occidentale, soprattutto quello che non ha particolari capacità, fisiche o intellettuale, vede nello “straniero” un elemento destabilizzante per la sua vita, sia essa economica o relazionale. È quello che Michel Houellebecq chiama «estensione del dominio della lotta».

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