CRONACA – Barman “mani lunghe”: figinese arrestato in un locale a Novedrate

mercoledì, 5 agosto 2015

NOVEDRATE - Pensava fosse la crisi, aveva dato la colpa della drastica diminuzione dell'incasso ai lavori portati avanti sulla Novedratese. E invece no, il "fidato" barman, l'unico insieme al proprietario ad avere l'accesso alla cassa, aveva il vizietto di rubare.

In un anno F.F. ha sottratto al bar che si trova in località Novedrate 150mila euro. Una somma non indifferente che aveva messo in serie difficoltà il titolare del locale nel pagare i fornitori. Già, perché per quanto i clienti e gli scontrini diminuissero, non calava invece la merce da ordinare. Un fatto che ha insospettito il titolare al punto da sporgere regolare denuncia contro ignoti nel mese di giugno. Immediato l'avvio di un'indagine che ha portato i Carabinieri del Comando di Cantù ad arrestare il barman in flagranza di reato. Oggi il processo per direttissima, con l'accusa di furto aggravato e continuato e non solo.

I fatti e la denuncia

Le circostanze sono semplici da intuire: il titolare del bar che si trova a ridosso della rotonda Galbusera, intersezione via Al Laghetto, Novedrate, non si spiegava il crollo degli incassi. Gli scontrini diminuivano, a fine giornata l'incasso era contenuto ma l'ordine di merce non diminuiva: o qualcuno non batteva gli scontrini o qualcuno rubava la merce. Da qui la denuncia contro ignoti, perché il titolare mai avrebbe pensato che era il suo fidato dipendente, figlio di un amico di famiglia, a rubare. I Carabinieri di Cantù avviano le indagini e in soli due mesi scoprono che era proprio il fidato barman e barista ad avere la mano lunga: ogni giorno rubava da 350 ai 500 euro dalla cassa.

La trappola

Ieri il "trappolone". In mattinata degli agenti in borghese si recano nel locale chi per bere un caffè chi per comprare un pacchetto di sigarette. Banconote segnate per pagare, tagli da 50 a 100 euro e da subito gli agenti notano che il dipendente non emette regolare scontrino. Alle 9,31 il barman intasca 400 euro che saranno poi ritrovati nelle sue tasche a fine turno, alle 13,30, quando gli agenti lo fermeranno per perquisirlo.

Non oppone alcuna resistenza F.F., classe 1989 residente a Figino, anzi ammette di aver sottratto nel corso dell'anno "molti soldi dalla cassa". Dalle prime stime si parla di 150 mila euro. In macchina gli agenti trovano 3.700 euro. Scatta la perquisizione domiciliare e gli agenti trovano nella casa dell'arrestato sostanze dopanti. Ventisette confezioni tra stanozolol, clenbuterol, Liothyronine sodium t3 e molto altro.

A processo per direttissima in mattinata, sul figinese pende l'accusa di furto aggravato e continuato e la denuncia a piede libero per detenzione di sostanze dopanti. Su questo capitolo si aprirà una nuova indagine che ha portato gli inquirenti già a scoprire che le sostanze arrivano da Russia, Bielorussia e Svizzera.

 

 

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