CANTÙ - Martedì 7 luglio si giocava la finale della 60° edizione del Trofeo Levissima, e la Lattonedil Spa Milano, di Carimate, alzava per il secondo anno consecutivo la coppa.
I giorni successivi sono serviti a chiudere i conti e valutare questo sessantesimo storico anno di calcio per un torneo che, nel Canturino, ha e continua a mantenere una grande importanza, nonostante ogni edizione debba “scontrarsi” con eventuali campionati del mondo o europei calcistici, oltre che con il tempo meteorologico, difficilmente prevedibile.
Eppure, dal lontano 1951, il Levissima riempie le estati di Cantù, avendo subito solo una piccola battuta d’arresto dal 1955 al 1960, per poi riprendere l’anno successivo quando lo storico Bar Baffo vinse la Coppa Levissima, e la gente si ritrovò a brindare e festeggiare tra le mura del locale; quegli anni sono lontani, sulle tribune non ci sono più 4.000 spettatori, il modo di vivere è cambiato ma il Trofeo resiste alla grande, e Marcello Martinez, presidente dell’ASD San Michele, lo conferma.
“Quest’anno alla finale erano presenti un migliaio di spettatori – esordisce Martinez – vero, non sono i quattromila di parecchi anni fa, ma siamo tornati ad una buona media di pubblico, grazie al bel tempo abbiamo constatato che l’interesse c’è”.
La 60° edizione ha portato alcune novità che hanno soddisfatto gli organizzatori, oltre che una maggiore pubblicità e preparazione, ottenendo un buon riscontro da parte della città; “per la prima volta tutte le squadre della società sportiva San Michele hanno collaborato, dai più piccoli ai loro genitori, circa 200 persone – continua Martinez – e così abbiamo potuto gestire il bar del campo di via Andina, abbiamo trovato alcuni nuovi sponsor, e quest’anno abbiamo dovuto dire “no” a quattro o cinque squadre che volevano iscriversi, perché avevamo già le sedici contendenti”.
La forza e l’incredibile continuità del Levissima sono di avere uno sponsor conosciuto in tutta Italia, ma soprattutto sempre presente dalla nascita del torneo, un vero guinness dei primati in Lombardia: una collaborazione nata grazie ad Aldo Allievi (storico presidente della Pallacanestro Cantù), ora portata avanti dal figlio Roberto.
Oltre al classico torneo, accanto ad esso sono giocati il Memorial Tagliabue Dionigi, giunto alla 19° edizione, e il Ladyssima, quadrangolare di calcio femminile nato quattro anni fa per promuovere il movimento, e anche questa iniziativa ha portato ottimi risultati. “Il Ladyssima è giunto alla 4° edizione – spiega il presidente Martinez – in collaborazione con il Como 2000, il livello è decisamente alto ed era nato, così come il Memorial, per fare forse da cornice al Levissima. Ma entrambi hanno portato una buona affluenza di pubblico, abbiamo scelto le domeniche giuste in cui proporli, prima della serata inaugurale e durante la giornata di pausa a metà torneo, e così anche tutti i ragazzini del Dionigi sono stati contenti di giocare e poi rimanere a scoprire, con i genitori, il calcio femminile”.
L’anno prossimo si supereranno le sessanta edizioni per un torneo che continua a fare scuola data la particolarità, a cui non pochi si sono ultimamente ispirati, di far giocare 6 giocatori su un campo a sette, con le porte regolari da undici, dove ogni tiro potrebbe insaccarsi in rete, ogni azione ribaltare il risultato, ogni partita non essere mai scontata fino al triplice fischio finale.
Un trofeo, il Levissima, che ogni anno inizia con il piede giusto, con la certezza che i costi fissi (la Croce Rossa presente ogni sera, la terna arbitrale sin dalla prima partita e così via) siano coperti da sponsor e iscrizioni, così da giungere a fine torneo in pari, anche nel caso il guadagno non dovesse essere dei migliori.
Passione, organizzazione e novità, fan sì che il Levissima richiami squadre con calciatori di livello e spettatori, in tanti provano ad “copiarlo” ma dopo 60 anni, a Cantù, è una vera e propria istituzione. All’anno prossimo.
Davide Porro






