Il sindaco ha dichiarato di aver tirato troppo la corda e di sentirsi stanco, peccato che non sia al corrente che anche i canturini si sentono stanchi. Stanchi di un primo cittadino che, non avendo molti validi argomenti, descrive sui social i propri stati d'animo, attacca chiunque non sia della sua idea e si descrive come il salvatore della patria.
D'altronde, come biasimarlo? Chiunque, al suo posto, si sentirebbe spossato. L'uomo delle grandi promesse, quello che doveva andare a Milano e a Roma a far sentire la propria voce, quello che doveva trasformare Cantù in una città svizzera, che doveva abbattere le disuguaglianze, costruire moschee, rivoluzionare le nostre strade per avere una città più ecosostenibile, costruire un palazzetto dello sport in barba a tutti quelli che l'hanno preceduto, rendere le nostre vie più sicure e, perché no, popolare i giardini pubblici di scoiattoli si ritrova, a ben oltre metà mandato, a non aver realizzato nulla di quanto si prospettava.
Per questo motivo lo sfogo di Bizzozero è più che mai compreso da ogni singolo cittadino: siamo tutti consapevoli che non c'è cosa più demoralizzante che riuscire a deludere le proprie aspettative – prima ancora di quelle degli altri – in così breve tempo e più di quanto i suoi colleghi sindaci riescano o siano riusciti a fare. Non è probabile che la pausa estiva da sola basti a ridare energia al sindaco e permettergli di ottenere tutto quello che finora non gli è stato possibile; non ci resta che stringere i denti e aspettare le prossime elezioni.
Per il momento, Bizzozero può solo consolarsi nella consapevolezza che la città di Cantù non si è mai specchiata così bene nel suo primo cittadino; a lui il compito di stabilire se sia un bene o un male, sia per sé sia per la città che avrebbe dovuto amministrare.
Riccardo Volonterio
Segretario Sezione Lega Nord Cantù






