CONTROVERSIE – Alla festa di Cascina Amata arrivano i Carabinieri

domenica, 5 luglio 2015

CANTÙ - Le controversie tra la Usr-Unione sportiva ricreativa di Pietro Brenna e la Cascinamatese Calcio di Carlo Tagliabue per la gestione del campo sportivo di via Monforte 7, Cascina Amata, si sono risolte sabato sera con l'arrivo dei Carabinieri. Al centro della diatriba la gestione della cucina. Affidata per i mesi di maggio, giugno e luglio alla società calcistica della frazione ma "utilizzata come se fosse propria dal presidente della Unione sportiva ricreativa". Non solo. Ieri sera la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l'apertura forzata delle aree gestite dalla Cascinamatese Calcio.

"Mi hanno chiamato nel tardo pomeriggio per dirmi che il nostro campo da sabbia era stato adibito a parcheggio per le auto mentre i lucchetticarlo tagliabue, pres cascinamatese degli spogliatoi, dove si trova il quadro delle luci, era stato scardinato - spiega il presidente Tagliabue - tagliati cancello e lucchetti ho scelto di chiamare le forze dell'ordine per spiegare che esiste una convenzione non rispettata da Brenna".

La rabbia è palpabile nelle parole di Tagliabue che pur disponendo da convenzione della cucina è costretto in queste giornate a organizzare i propri eventi - tra cui la presentazione delle squadre di calcio - in un tendone montato all'occorrenza sotto la tribuna. Non solo, il campo da calcio chiuso da lui stesso ieri per evitare che si compromettesse con le auto è oggi da sistemare. A spese di tempo e manodopera della Cascinamatese Calcio.

"Brenna si comporta come se tutto il centro fosse suo, dalla cucina alle altre aree, per questo mi sono rivolto al sindaco e assessori per trovare un accordo e per far rispettare la convenzione" conclude Tagliabue. L'appuntamento in piazza Parini è fissato per prossimi giorni, intanto ieri sera sul posto sono intervenuti i carabinieri per accertare che cucina e convenzione fosse in regola, compresi gli addetti all'interno.

 

il Canturino NEWS - supplemento quotidiano a Lario News, testata giornalistica registrata (Tribunale LC n. 234/2015)