CANTÙ - "In Tunisia hanno scelto di chiudere le mosche mentre a Figino continuano a pregare in un centro sportivo che ormai ha assunto le vesti di una moschea ben in funzione, aperta ogni venerdì". Duro l'affondo di Roberto Moscatelli, responsabile provinciale Dipartimento immigrazione e sicurezza di Lega Nord, contro il sindaco Angelo Orsenigo a cui chiede di garantire maggiore sicurezza, "vogliamo sapere chi entra a pregare, come si chiama l'Imam e cosa succede in quel centro una volta sportivo".
Le stesse parole di condanna Moscatelli sceglie di rivolgere anche al sindaco della vicina Cantù, Claudio Bizzozero, reo di aver concesso prima il centro Anziani e Pensionati di Vighizzolo poi la palestra di via Baracca alla comunità islamica.
"Mentre in Tunisia, colpita proprio dal terrorismo islamico, le moschee le chiudono, in Italia, dove il rischio terrorismo è estremamente elevato, le moschee le vogliamo aprire - spiega Moscatelli - e se non riusciamo nell'intento allora ecco concessi locali pubblici alla comunità islamica".
Rifiuta l'etichetta di razzista Moscatelli che fa notare come il terrorismo sia spesso collegato alle moschee. Intanto il presidente di regione Lombardia, Roberto Maroni, dopo la legge anti-moschee potrebbe presto emanare un'altra norma per il controllo sui luoghi di culto di fede islamica in Italia. "Se in Tunisia chiudono le moschee - ha detto Maroni - possiamo considerare di perseguire questa via anche noi".






