CANTÙ - Si è presentato mercoledì sera durante il programma Time Out, a Radio Cantù, il neo allenatore canturino Fabio Corbani, chiacchierando un’oretta con i conduttori in studio ma soprattutto facendosi conoscere a tutti i tifosi canturini.
La curiosità è tanta, anche perché le uniche certezze della prossima stagione, oltre al coach, sono Abass e Laganà, mentre il resto della squadra è ancora tutto da pianificare; di sicuro si è avuta l’impressione di un allenatore concreto, deciso e motivato in questa nuova avventura, nata in un amen dal momento in cui il presidente Angelico, patron di Biella, lo ha chiamato riferendogli l’interesse dei biancoblu.
“In due giorni ho lasciato Biella e la Nazionale, ed eccomi a Cantù – esordisce Corbani – la squadra del cuore in Valtellina dove vivo ormai da tredici anni; mi sono ritrovato sulle pagine dei giornali al posto del solito cercatore di funghi, dopo che io per primo avevo letto il mio nome associato a Cantù, poi è arrivata la chiamata del presidente Angelico”. Simpatico, disponibile e con le idee molto chiare sulla squadra che si cercherà di costruire, anche perché da assistente ha collaborato con nomi importanti del panorama cestistico internazionale, da Blatt (ora ai Cavs di LeBron James) a Repesa, toccando anche brevemente Mike D’Antoni.
Potrebbe quindi stupire che l’occasione per allenare in A1 si sia presentata solo ora, anche se, in realtà, in un paio di occasioni Montegranaro si era fatta avanti, ma Corbani semplicemente aveva preferito continuare il suo percorso.
Anche gli ascoltatori si sono fatti sentire, con domande riguardanti il futuro della squadra, e se i tifosi debbano aspettarsi un gruppo di italiani. “E' sempre più difficile per gli italiani trovare spazio in A1, ora ci sono tanti stranieri – spiega Corbani – al contrario invece in A2 ce ne sono parecchi, lì possono giocare e farsi vedere, toccare il campo con continuità. Questo perché il nostro basket è eccellente nella crescita tecnica dei giovani ma poi non hanno spazio in Serie A, gli errori che commettono non gli vengono perdonati quando invece bisognerebbe rischiare di perdere qualche partita ma buttarli in campo”. Il coach biancoblu illustra chiaramente la situazione della nostra pallacanestro, sottolineando come invece agli stranieri (magari meno forti) venga permesso di sbagliare molto, facendoli così crescere, mentre gli italiani sono dimenticati in panchina.
Sulla base di queste premesse è stato inevitabile addentrarsi nella Cantù che verrà, Corbani è consapevole dei nomi che circolano (Michelori, Rullo, Campani), per ora ci si sta guardando in giro, puntando ogni direzione; “stiamo indagando per incastrare i giocatori italiani, sondiamo il terreno – specifica il coach canturino – vogliamo capire quanta voglia hanno i ragazzi di venire qui, questo stiamo cercando. Vorremmo giocatori con la voglia di migliorarsi in palestra e con questa base l’idea sarebbe il 5+5 (5 italiani e 5 stranieri, ndr)”.
Oltre la voglia di stare in palestra, l’allenatore nato a Milano specifica come i giocatori debbano essere mentalmente pronti ad ascoltare, perché il lavoro “pratico” diventa quasi meccanico dopo un po’, mentre la testa deve essere sempre pronta ad recepire i consigli e le richieste di coach e assistenti.
Avendo, per ora, pochissime certezze, capitan Abass e Marco Laganà sono stati inquadrati da Corbani, d’altro canto sono giocatori che conosce bene. “Laganà stava esplodendo a Biella e purtroppo si è infortunato – racconta il coach – ora l’ho visto molto bene e credo che possa diventare un grande giocatore nel ruolo di playmaker, senza toglierli l’istinto offensivo. Anche Abi ha grandi prospettive giocando da esterno, deve crescere nel palleggio e nella visione di gioco”.
Tra le certezza non vi è più Ivan Buva, mentre riguardo Metta World Peace pare ci sia uno spiraglio di luce per la sua conferma. “Metta mi ha impressionato – dice convinto Corbani – l’ho visto dal vivo per la prima volta contro Cremona a Desio quando si è lanciato per salvare una palla vagante, ha voglia di vincere, determinazione, conosce il gioco europeo, non si perde anche se si difende a zona, ha dentro una tale energia in ogni momento”.
L’entusiasmo dell’allenatore canturino conferma, forse, l’interesse di tenere Metta, mentre su Buva si deciderà (come detto anche per World Peace in realtà), dopo aver chiuso il pacchetto italiani, per capire le aspettative dei giocatori e verificare se combaciano con le idee della società. Insomma, non è detto che Ivan Buva rimanga al di sotto di un certo minutaggio e con un ruolo in squadra che potrebbe non condividere.
Di certo c’è quindi poco, d’incerto molto, e la sfida che attende la nuova Cantù potrebbe essere forse facile, forse difficile, sicuramente ci saranno ragazzi da far crescere che sbaglieranno ma che comunque scenderanno sul parquet per potersi confrontare con la Seria A; “la squadra deve essere costruita per rimanere in questa lega – conclude Corbani – mi piacerebbe far divertire il pubblico, la mia scelta indica che credo in questa sfida, e questo basta a far capire ai tifosi cosa ho dentro”.
Determinazione, voglia, competenza. Benvenuto a Cantù coach Corbani.
Davide Porro






