COMO - "Se l'afflusso di rifugiati dall'Italia continua così dovremo chiudere il confine". La questione migranti dall'altra parte del confine, in Svizzera, si risolverebbe con una lapidaria sentenza del presidente del governo ticinese, Norman Gobbi. Misure drastiche nate da un dato che è lo stesso Gobbi a fornire in un'intervista pubblicata dal domenicale elvetico NZZ am Sonntag e citata dall'agenzia di stampa svizzera Ats: "Il numero dei richiedenti asilo in Ticino è chiaramente cresciuto negli ultimi giorni e oggi sono il doppio di un anno fa".
L'esponente della Lega dei Ticinesi evoca il fantasma della chiusura, seppur temporanea, delle frontiere. Si parla, numeri alla mano, del fermo di migranti: 60 - 70 persone fermate quotidianamente in Ticino per soggiorno irregolare. Si controlleranno uno a uno i veicoli in entrata e in uscita.
Le dichiarazioni del presidente del Governo hanno sollevato le critiche della politica nazionale. Per il presidente del Plr Philipp Müller rendere impenetrabili le nostre frontiere è illusorio.
Dopo la chiusura della dogana a Ventimiglia, da parte della Francia, lo stop imposto dall'Austria, la Svizzera che "potrebbe diventare una porta d'accesso ai paesi del Nord Europa" sceglie di adottare un provvedimento risolutivo. Dura la condanna del sindaco di Como, Mario Lucini che considera il provvedimento eccessivo rispetto ai numeri, minori, con cui ha a che fare la realtà ticinese.






