COMO - Al voto domenica 14 giugno per dare un salario minimo su dodici mensilità da 3.500 franchi al mese, poco meno di 3.500 euro, ai i lavoratori del Canton Ticino, frontalieri inclusi. Si vota ancora in Canton Ticino, dopo il referendum analogo bocciato lo scorso anno, questa volta per l’iniziativa referendaria "salvare il lavoro in Ticino" promossa dai Verdi e appoggiata da socialisti e Lega dei ticinesi.
Un appoggio largo all'iniziativa che potrebbe sfociare nell'approvazione di quello che potrebbe essere uno dei salari minimi più alti del mondo. Un provvedimento che avrebbe effetti sui salariati ticinesi sotto i 3.500 franchi, poco più di 17.600 lavoratori, il 15% del totale, di cui oltre 10.000 frontalieri.
Sono invece 9.400 circa quelli che guadagnano meno di 3.000 franchi al mese, in particolare donne e frontalieri italiani, appunto. I sindacati appoggiano l'iniziativa ma, come spiegano dall'Unia, ammoniscono: "Non basta il salario minimo, alla manodopera serve dignità, per questo chiediamo contemporaneamente anche l'estensione dei contratti collettivi a tutte le categorie".
Oggi si calcola che circa la metà dei 62mila frontalieri italiani - di cui circa 25mila comaschi - non sia coperta dalle tutele di un contratto collettivo.






