FINO MORNASCO - Consiglio comunale infuocato a Fino Mornasco dove in discussione c’era la richiesta di dimissioni per l’intera Giunta presentata dalla consigliera di Pd-Psi, Rossella Pera, avanzate anche alla luce dei risultati dell’inchiesta “Insubria” nella quale risultato intercettazioni tra esponenti della locale ‘ndrangheta e membri della maggioranza. “Abbiamo preso atto delle dimissioni del presidente del Consiglio, Luca Cairoli, ma non ci basta – spiega la Pera esponente del gruppo “L’Alternativa”– secondo noi l’intera Giunta deve farsi da parte per permettere di fare piena luce su quel che è successo in paese in questi anni. E’ vero che non risultano politici indagati, ma lo stesso sono state sollevate pesanti ombre sul nostro paese, definito dai magistrati “un fulgido esempio di comunità mafiosa”. Probabilmente il sindaco e la sua maggioranza dovrebbero trarne le conseguenze prima che siano il Prefetto o la Commissione Antimafia a farlo”.
Di avviso opposto il sindaco Giuseppe Napoli, che si è difeso di fronte ai propri concittadini nel corso della lunga seduta del Consiglio Comunale, che si è svolto sabato mattina. “Sia chiaro che io sono parte lesa perché ho ricevuto le minacce di queste persone e non mi sono mai piegato – ha rivendicato – insieme ad altri esponenti della maggioranza. Adesso che la magistratura ha finalmente fatto il suo corso sarebbe un controsenso mollare tutto. Al contrario dobbiamo resistere e andare avanti nel nome di tutti i cittadini onesti di Fino Mornasco, la grande maggioranza degli abitanti di questo paese”.
Il sindaco ha anche rispedito al mittente le voci di un possibile commissariamento del Comune. “Illazioni giornalistiche prive di fondamento – le ha bollate – ci vogliono motivi seri per sciogliere un’amministrazione comunale e a Fino Mornasco non ci sono. A Sedriano, dove la cosa è accaduta, c’era un sindaco rinviato a giudizio per associazione a delinquere, qui da noi a nessun amministratore è stato imputato alcun comportamento penalmente rilevante. Al più si è trattato di leggerezze, forse imperdonabili dal punto di vista politico, ma senza alcuna responsabilità penale. Luca Cairoli, che è una persona per bene e onesta, se n’è reso conto e si è dimesso. Non vedo cos’altro vogliono le opposizioni. Lo stesso prefetto, che ho incontrato nei giorni scorsi, mi ha spronato a tenere duro”.






