BASKET? – Bottiglie, protagonismo e il vate Bianchini contro Paternicò

venerdì, 29 maggio 2015

CANTÙ - Resta l’amaro in bocca e la totale “arrabbiatura” da parte della dirigenza canturina, per delle decisioni che al danno (la sconfitta) aggiungono pure la beffa, utilizzando due pesi e due misure in base alle casacche indossate; vero, è molto grave quello che stiamo scrivendo, ma per una volta ci sono le immagini di Rai Sport a testimoniare questa nostra opinione, e più vengono riviste più siamo convinti che quanto successo l'altra sera a Mestre, negli ultimi 3 minuti, sia stato tutto tranne che una partita di pallacanestro.

I fatti avvenuti e riportati dalla Lega pare siano incompleti, nel momento in cui viene scritto che le bottiglie erano vuote; no, alcune erano piene altrimenti non sarebbero mai potute arrivare in panchina, superando il plexiglass. E le riprese televisive potrebbero confermarlo.

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Metta World Peace pare sia stato colpito, così ha fintato il rilancio della bottiglia (fatto confermato in conferenza stampa da Pino Sacripanti) e per questo gesto è stato espulso, poiché si tratta di un comportamento provocatorio.

Vero, il regolamento lo prevede, così come prevede il fallo tecnico per un giocatore che parla con il pubblico (Goss e Stone) al Pianella, e una sanzione ulteriore per gestacci e parolacce verso la curva canturina presente al Taliercio (ancora una volta Stone). Questi fatti non sono stati visti, o semplicemente non sono stati sanzionati, così come non è stato punito con l’antisportivo il fallo di Ortner su DJO (fallo duro e a gioco fermo, le immagini parlano chiaro), e nemmeno è stato sanzionato l’ingresso in campo del preparatore atletico Renzo Colombini, fermato da Recalcati per sua stessa ammissione. La terna ha messo d’accordo tutti con un doppio tecnico ad Abass e Aradori (a muso duro, come tutti i giocatori in campo) per poi sorvolare su tutto il resto, tranne la decisione shock dell’espulsione.

Cantù ha perso sul campo, è stata all’altezza della Reyer e spesso anche superiore, i tifosi veneziani (e i giocatori) erano impauriti e glielo si leggeva sul volto, e creare un’atmosfera di sfida per 40 minuti fa parte del gioco, ma a questo ci si dovrebbe fermare. A Mestre, invece, si è andato ben oltre, con lanci di oggetti che hanno anche colpito la tribuna stampa (e la nostra postazione) ma nulla, per la terna arbitrale tutto è stato regolare, tanto da dire a coach Pino Sacripanti che per quello che accade fuori dal campo non possono fare nulla al momento, possono solo tutelare i giocatori sul parquet; peccato che anche questa tutela non si sia vista, anzi; si è visto Paternicò "protagonista" espellendo Metta World Peace.

Chiudiamo con un post di qualcuno che se ne intende, Valerio Bianchini (Scudetto, Coppa delle Coppe e Coppa Campioni nel suo palmares alla guida di Cantù), che in queste ore su Facebook scrive: “Paternicò non è nuovo a decidere le partite motu proprio. Io ne so qualcosa” per commentare al suo stesso post scrivendo “al di là del pro e contro non avrebbe mai dovuto prendere una decisone così pesante in un momento cruciale della partita” e ancora “Lui (Paternicò, ndr) crede di essere il Cristo giudicante di Michelangelo nella Cappella Sistina”.

L’ha detto “il vate” Bianchini, non l’ultimo arrivato.

Davide Porro

 

 

 

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