BASKET – Cantù cede a Mestre. Ma pesano gli oggetti lanciati ai biancoblu

mercoledì, 27 maggio 2015

BASKET CANTU SALUTA A M3MESTRE (VE) - Taliercio batte Cantù 88-73. No, non è un errore di battitura, questa volta il limite è stato ampiamente superato da personaggi travestiti da “tifosi” che a 3 minuti e spicci dalla fine della partita, con Venezia avanti 70-64, iniziano il loro personale lancio di oggetti verso la panchina canturina con palle di carte, bottigliette piene d’acqua, monete e bacchette dei tamburi. Solo per questo la partita andrebbe sospesa ma la terna arbitrale composta da Paternicò, Sabetta e Quarta decide di espellere Metta World Peace, dopo che in campo si erano scaldati gli animi a causa di un fallo a gioco fermo di Stone, subito da Johnson-Odom.

Ciò che è accaduto è quanto segue: DJO si butta dentro subendo fallo di Aradori, gli arbitri fischiano ma in mezzo al frastuono non si sente, così Stone e Ortner fermano con “delicatezza” il playmaker canturino; Johnson-Odom si infuria, i veneziani colgono al volo l’occasione e tutti i giocatori si scaldano, tra questi anche Metta World Peace con Stone. La panchina veneziana scoppia, un membro dello staff di Recalcati si lancia in campo, gli arbitri impauriti si fanno da parte e viene chiamato time out, che Sacripanti non può condurre per il lancio di oggetti descritto poche righe sopra. Le squadre rientrano in campo ed ecco la decisione shock, espulso Metta perché, stando alle parole del suo coach, ha fintato di rilanciare una bottiglietta nel pubblico, e il gesto è da espulsione. Pur provocato e insultato, World Peace abbandona il campo senza proferire parola, alla faccia del giocatore cattivo che perde facilmente le staffe.

Così, dal -6, i biancoblu precipitano sotto le triple di Goss e Ress, l’ultimo ad arrendersi è Abass ma tutta la squadra ha giocato con grinta, contro tutto e contro tutti, ovvero un tifo che un’ora prima della sfida ha accolto i brianzoli con insulti di ogni tipo, cosa mai avvenuta nelle precedenti uscite.

Forse avevano paura? Sì, eccome se l’avevano, anche se Recalcati ha dichiarato che Artest (così l’ha chiamato) ha perso le staffe e mai ha avuto la sensazione di poter soccombere perché hanno scelto un tema tattico e quello hanno portato avanti. Spiace molto, perché il primo tempo era finito 36-39 per l’Acqua Vitasnella, sicuramente in difficoltà nel terzo periodo subendo un parziale di 26-18, entrando nell’ultimo quarto inseguendo 62-57.

Cantù comunque aveva reagito, si era fatta sotto sino al -4 prima della trasformazione da partita di basket a tiro al bersaglio. Tanti potrebbero dire che comunque i biancoblu avrebbero perso, ma quando gli arbitri indirizzano una partita, complice il comportamento indegno dei tifosi casalinghi, non sono più i giocatori a decidere le sorti della sfida. Stasera non ha solo perso Cantù, ha perso lo sport.

Davide Porro

 

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