BASKET – Cantù di nuovo a Mestre per gara2: vincere è possibile

giovedì, 21 maggio 2015

MESTRE - Si gioca ogni due giorni e questo è il bello dei playoff, potersi ributtare subito in campo per farsi valere e provare a cambiare la serie. Questo è (o dovrebbe essere) il pensiero nella testa dei giocatori canturini, autori di una partita dalle due facce martedì sera a Mestre, di fronte ad un pubblico in magliette rosse che ha creato una bellissima atmosfera oltre che uno straordinario colpo d’occhio (a tal proposito non sarebbe male vedere i 3.900 del Pianella in maglia blu, per esempio).

L’Acqua Vitasnella sarà nuovamente in campo alle 20:45 e ha avuto qualche ora di sonno per ricaricare le batterie, ma soprattutto per cercare di correggere mentalmente tanti e troppi errori difensivi, perché dal punto di vista atletico non si può accettare che Cantù vada così tanto in difficoltà. Tanti uno-contro-uno persi sul primo passo di penetrazione, tanti recuperi tardivi sui tiratori, troppi uomini sottotono se non del tutto fuori partita per tutti i quaranta minuti. Sacripanti da qui dovrà ripartire, recuperando DeQuan Jones, praticamente invisibile, dando fiducia a Gentile, poco di aiuto a DJO, e facilitando Metta World Peace che contro Venezia ha avuto evidenti difficoltà.

CANTU VS UMANA REYERIl numero 37 biancoblu ha spadellato in attacco, è stato contenuto a centro area e da fuori non ci ha preso, e stranamente anche in difesa ha commesso più di un errore che solitamente non farebbe. Per carità, è umano non imbroccare una partita, ma se insieme a World Peace aggiungiamo purtroppo i già citati canturini più un Ivan Buva forse alla peggiore partita dell’anno, la frittata è fatta. Il croato continua ad avere la fiducia di Sacripanti, parte in quintetto, e si presenta perdendo palloni su passaggi più che buoni, sbagliando a ripetizione conclusioni da mezzo metro (2/7 da due con 6 rimbalzi offensivi su 10 totali) e difendendo non esattamente al meglio.

Note positive sono arrivate invece da Johnson-Odom (indiscutibilmente il migliore in tutta la stagione), James Feldeine e capitan Abass, meritatamente in campo con tanta energia offensiva e una discreta difesa. Purtroppo sono anche mancati i punti nel pitturato, Williams (anche bloccato dai falli) male per l’intero incontro, Shermadini bene all’inizio ma spento nella seconda parte, e non avere supporto dai lunghi contro Venezia è forse l’aspetto più negativo, considerando l’evidente superiorità fisica che potrebbero avere.

Fatto il punto su Cantù, c’è da sottolineare come la partita della Reyer sia stata perfetta, con percentuali altissime quando hanno avuto bisogna di spezzare l’inerzia, cinque uomini in doppia cifra tra cui un perfetto Pietro Aradori; d’altro canto se sono arrivati secondi un motivo ci deve pur essere, Recalcati sa il fatto suo (eccome!) e sono anche fortunati quando serve.

Tenendo conto che Venezia difficilmente manterrà questa perfezione, Cantù non può assolutamente permettersi un’altra uscita con tre uomini sopra la sufficienza, deve attaccare nel pitturato ed evitare parziali pesanti in pochi minuti. Forse Abass e Metta in quintetto potrebbero scombinare un po’ le carte, con Feldeine sesto uomo di lusso in veste di realizzatore e playmaker. Per quanto visto in gara 1 l’impresa sembra tutt’altro che impossibile ma tutti devono mettere il loro mattone, perché l’organizzazione dell’Umana è perfetta e per giocarsela le distrazioni non sono ammesse.

Davide Porro

 

 

 

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