FUNERALE – Addio Ronchetti: la commozione e il ricordo degli amici

lunedì, 11 maggio 2015

CANTÙ - È il picchetto d'onore della città di Cantù ad accogliere il feretro di Mario Ronchetti, sotto la navata centrale della chiesa San Teodoro. È un inno alla fede e alla speranza l'omelia letta da Don Paolo Baruffini mentre tra le sedute prendono posto gli amici, i compagni di una vita e i colleghi. Artisti, architetti siedono poco distanti dalla famiglia raccolta nel dolore per la perdita del padre, nonno, bisnonno e amico

"Eri l'amico di tutti - sono le parole commosse che il nipote Andrea Paladini sceglie di rivolgere al nonno - sei stato un pioniere dell'arte, unpicchetto genio. Diverso e logico nella tua illogica razionalità. Sei stato un nonno meraviglioso.  Ricordo i pomeriggi in bottega, il rumore della pialla, il camino che ci scaldava mentre io raccoglievo i trucioli e il legno prendeva forma sotto le tue mani. Ricordo i pomeriggio per l'aranciata in bocciofila , le giornate no e la scala alta per cogliere la ciliegia più grande" . La commozione è palpabile nella voce rotta di Andrea che si ripromette di non piangere.

funerali rochetti.jpg2"Sportivo non solo le parole, hai affrontato le tante salite della vita e hai ceduto il testimone il giorno prima dell'avvio del Giro d'Italia, lo sport che amavi seguire. A volte i numeri parlano, sei scomparso il 9 maggio, ovvero il 9 - 5: 9 che viene prima del 10, il giorno della tua nascita, la morte prima della vita in questa inafferrabile logica. E cinque come il numero delle tue nipoti, come le cinque dita di una mano, la tua mano che ci ha voluto accarezzare in questa vita". Il ricordo si chiude con la lettura di una poesia che celebra il lato forte e vigoroso dell'artista: "lottatore fino all'ultimo, sei stato un nonno indimenticabile".

gaetiCommosse le parole che Valerio Gaeti dedica a Ronchetti: "E' stata una guida. Nato lo stesso anno di mio padre, nel 1922, oggi perdo un padre spirituale e artistico".

E i ricordi si affacciano alla mente di Marcello Morandini, amico, collega che nel tardo pomeriggio di oggi ha voluto dare l'ultimo saluto all'artista canturino. "Una persona unica e irripetibile. Un artista che aveva nel suo Dna e nella sua cultura tutte le sofferenze del suo periodo e che è riuscito a esprimerle nell'arte in modo positivo - racconta Morandini - un vero amico, ricordo le cene insieme, le mostre all'ultimo rifiutate e le lezioni che ogni volta che lo incontravo sapeva trasmettermi".

Conosciuti grazie a super tecnico Bruno Longoni, Morandini e Ronchetti diventarono grandi amici prima che colleghi. "Era geloso dei suoi amici anche se voleva vederli poco - sorride Longoni - ma era una grande persona e un grande artista, di sicuro unico".

S.R.

 

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