CANTÙ - Due bambini allontanati dalla SanPaolo Calcio in vista dei tornei estivi. Per i genitori si è trattato solo di una questione di soldi, ma il presidente della storica società canturina, Gennaro Novelli, respinge le accuse: è stata una decisione presa a causa di un mancato adempimento economico nell’iscrizione.
La querelle ha per scenario gli spogliatoi di via Papa Giovanni XXIII, la sede dell'associazione sportiva canturina. Tutto ha inizio pochi giorni fa quando sono state comunicate le convocazioni per i quattro tornei estivi che incoronano il campionato dei giovani calciatori, classe 2003. La società si è però accorta che due famiglie presenti non hanno versato il relativo contributo economico al momento dell'iscrizione.
"Siamo venuti a saperlo tramite il gruppo genitori su WhatsApp quando - spiega Massimo Citerà -. Noi a inizio anno avevamo chiarito la nostra situazione, avevamo difficoltà a pagare la retta. La risposta è stata di non preoccuparci, i nostri figli avrebbero giocato".
"E infatti hanno giocato per tutto il campionato - fanno sapere dalla società - nessuno è stato penalizzato durante le partite. I bambini non sono stati in panchina e come sempre si sono divertiti. Noi abbiamo dei doveri anche nei confronti di chi ha pagato" .
"Appunto per questo, non capiamo la scelta del presidente, non far giocare ai nostri bambini i tornei a conclusione del campionato, la ciliegina sulla torta di un anno passato a fare ognuno il proprio dovere da piccoli giocatori" controbatte Citerà. Coinvolto anche il figlio di Carmine De Martino, ex allenatore della SanPaolo. "Pensiamo a una ripicca, i nostri ragazzi sono stati fondamentali per l'andamento della squadra e ora a partite terminate ecco vederli allontanati. In modo non carino, senza avvisarci e soprattutto senza avvisare loro che da un giorno all'altro non sono più potuti andare agli allenamenti, a giocare con i loro amici e a divertirsi sul campo. Cosa vogliono ottenere? Non la retta, non ora dopo aver ribadito la nostra situazione a dicembre e dopo averci garantito che il fatto non era di alcun problema - prosegue Citerà -così ora crediamo che questa scelta sia una ripicca nei confronti di noi genitori, ma questa ripicca pesa solo su di loro: i bambini".
S.R.






