CANTÙ - La pressione fiscale continua a essere sopra il 60,5%, ma rispetto allo scorso anno in provincia di Como è scesa di oltre due punti percentuali. A rivelarlo uno studio della Cna secondo il quale nel Lario la diminuzione è addirittura superiore al resto d’Italia: 2,1% in meno contro l’1,7% del resto della Penisola. Comunque ben al di sopra del 59,2% raggiunto nel 2011, l’anno zero del federalismo fiscale. Il calo del 2015 va interamente intestato all’abolizione della componente lavoro dell’Irap.
Un beneficio che poteva essere ben più corposo, se non fosse stato dimezzato dal maggior prelievo dell’Irpef e dei contributi previdenziali degli imprenditori. Determinante, ai fini della pressione fiscale complessiva, la decisione dei Comuni, da qui alle prossime settimane: se infatti decideranno di rivalersi su cittadini e imprese rispetto ai tagli nei trasferimenti statali, i benefici della diminuzione dell’Irap saranno annullati.
Ci potremmo sempre consolare pensando che quest’anno lavoreremo per l’Agenzia delle Entrate sei giorni in meno: fino all’8 di agosto, contro la media nazionale che arriva fino al Ferragosto. Secondo Cna, ai piccoli imprenditori e agli artigiani comaschi pagate le tasse rimangono in cassa 19.726 euro, 1.050 euro in più rispetto all’anno scorso. Rispetto alla media nazionale in provincia di Como si può contare su 796 euro in più.






